Thulite

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1leftarrow.pngVoce principale: Zoisite.

Thulite
Thulite.jpg
Classificazione Strunz  
Formula chimica (Ca, Mn)2Al3O(OH)(SiO4)(Si2O7)[1]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino rombico[1]
Classe di simmetria  
Parametri di cella  
Gruppo puntuale  
Gruppo spaziale  
Proprietà fisiche
Densità 3,2-3,4[1][2] g/cm³
Durezza (Mohs) 6[1][2]-6,5[2]
Sfaldatura perfetta[1]
Frattura irregolare[1]
Colore rosa-rosso[1][2]
Lucentezza vitrea[1][2]-metallica[1]
Opacità  
Striscio grigio chiaro[1]
Diffusione  
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La thulite è una varietà di zoisite.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1967, anno in cui fu scoperta la tanzanite, questa specie fu ritenuta l'unica varietà di zoisite[1].

Il nome deriva da Thule, nome antico della contea di Telemark in Norvegia[1][2].

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

In granuli o in sottili cristalli spesso opachi.[1]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zoisite#Origine e giacitura.

In taluni casi questo minerale è presente entro altri minerali biancastri o incolori tipo quarzo e feldspati conferendo loro una colorazione rosacea.[1]

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

In ammassi granulari o in aggregati simil-feltro di cristalli aciculari.[1]

Caratteristiche chimico fisiche[modifica | modifica wikitesto]

La colorazione del minerale non è stabile sopra i 500 °C.[1]

Tipi di intaglio adatti per il minerale[modifica | modifica wikitesto]

A cabochon[2][1]. In piccole sculture[2][1] e medaglioni[1]. Per orecchini, spille e pendenti[1].
Tuttavia si preferisce utilizzare i campioni cristallizzati insieme a silice cristallina atti ad essere trattati a polimento più facilmente dei campioni massivi in quanto più duri e tenaci dei secondi[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Autori Vari, Scheda Thulite in "Il magico mondo di minerali & gemme Guida pratica per scoprirli e collezionarli", De Agostini (1993-1996), Novara
  2. ^ a b c d e f g h i j Scheda del minerale su minerals.net

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]