Tesoro di Morgantina

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Coppa del Tesoro di Morgantina
Un reperto
Scodella
Piatto

Il tesoro di Morgantina è costituito da 15 pezzi in argento, risalenti al III secolo a.C. e provenienti da Morgantina, scoperti casualmente nel 1998.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il tesoro è stato rinvenuto presso un edificio di Morgantina in Sicilia, forse nascosto in occasione del saccheggio della città ad opera dei Romani nel 211 a.C. La realizzazione degli oggetti è datata al 240 a.C. circa, all'epoca in cui la città era sottoposta a Gerone II di Siracusa.

Secondo alcuni studiosi il tesoro sarebbe appartenuto allo ierofante, sommo sacerdote di Demetra e Persefone.[1][2][3].

Nel 2006 il ministro dei beni culturali, l'assessore regionale ai beni culturali e ambientali della Regione Siciliana e il direttore del Metropolitan Museum di New York Philippe De Montebello, hanno convenuto che il tesoro fosse restituito all'Italia. Nel 2010, dopo il rientro, il tesoro è stato temporaneamente esposto a Palazzo Massimo alle Terme a Roma, e poi consegnato stabilmente alla Regione Siciliana.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il tesoro è costituito dai seguenti pezzi:

  • due coppe profonda a profilo concavo (diametro 22 cm; peso 407-418 g);
  • pisside con lamina decorata a sbalzo (diametro 10,5 cm peso 81 g) con la raffigurazione di Eirene con la cornucopia e il piccolo Eros o Pluto];
  • coppa semisferica (diametro 13-14 cm; peso 151 g);
  • skyphos ovoide (diametro 13,3 cm;q peso 300 g);
  • kyathos (diametro 5,5 cm; altezza 24,7 cm; peso 119 g);
  • due recipienti tronco-conici per mescolare il vino, con tre appoggi forgiati come maschere teatrali raffiguranti Demetra, Persefone e Dionisio (altezza 20 cm; diametro 26 cm; peso 891 g);
  • coppa profonda a profilo conico altezza 6,8 cm; diametro 21 cm; peso 479 g;
  • olpe a corpo ovoidale (altezza 9,1 cm; diametro 8 cm; peso 178 g);
  • phiale mesomphalos a 12 raggi (altezza 2,3 cm; diametro 14,8 cm; peso 104 g);
  • pisside (altezza 5,5 cm; diametro 8,3 cm; peso 148 g) con la raffigurazione della Scilla, o forse Sikelia, in atto di lanciare un masso di pietra lavica;
  • piccolo altare cilindrico (bomiskos) su base quadrata (altezza 11 cm; base 10,6 cm; peso 368 g) decorata con un bucranio e la scritta greca "Sacro agli Dei" .
  • coppia di corna (lunghezza 15,5 cm; peso 74 g) utilizzate per il rito religioso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Sicilia -Tony Zermo Umberto Digrazia, 05 febbraio 2006.
  2. ^ Paolo Conti, New York ridà all' Italia i tesori «rubati» in Corriere della Sera, 04 febbraio 2006, p. 20.
  3. ^ L. Mat., Una strada per recuperare l'arte rubata in La Stampa, 22 febbraio 2006, p. 36.

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