Shàolín-sì

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Coordinate: 34°30′01″N 112°54′56″E / 34.500278°N 112.915556°E34.500278; 112.915556

Ingresso principale del Tempio di Shàolín.

Lo Shàolín-sì (少林寺, detto anche Tempio Shaolin Shorinji, Tempio Shorinji, o ancora Tempio Shaolin del nord) è divenuto famoso col semplice nome di Tempio di Shàolín (giapponese Shōrin-ji, coreano 소림사 Sorimsa); esso è un tempio molto importante nella storia del Buddhismo cinese. Si trova in Cina, nell'attuale regione dell'Henan, collocato sul versante settentrionale del monte Sōngshān (嵩山 o Monte dei Nove Loti), quindi nei pressi dell'antica capitale Luoyang. Questo tempio veniva anche chiamato Tempio del nord, in cinese Bei Shàolín-sì (da non confondere con l'arte marziale Bei Shaolin, abbreviazione del Bei Shaolinquan), ovvero Tempio Shaolin del nord (北少林); questo nome però poteva risferirsi a tutti i templi Shaolin del nord, ma in particolare sia a questo tempio, sia ad un presunto tempio che sarebbe sorto alle pendici del Panshan in Hebei, nella contea di Jixian[1][2].

Secondo lo Xùgāosēngzhuàn (續高僧傳, T.D. 2060.50.425a-707a) redatto da Dàoxuān (道宣, 596-667) tale monastero fu fondato dall'imperatore della Dinastia Wei settentrionale, Xiàowén (孝文, conosciuto anche come Yuánhóng, 元宏, regno: 471-99) nel 496 sotto il niánhào Tàihé (太和), dopo che aveva fatto spostare la capitale a Luoyang. Questo imperatore venerava la figura, non si sa se storica o leggendaria, di un monaco indiano di nome Fotuo (o anche Bátuóluó, 跋陀羅, ma non va confuso con il monaco indiano e traduttore di testi dal sanscrito al cinese, Buddhabhadra) che aveva trasmesso il Dharma al monaco cinese Sēngchóu (僧稠, 480-560) proprio sul monte Sōngshān.

Il Tempio di Shàolín è legato anche alla figura di Bodhidharma (483-540), ritenuto il fondatore del Buddhismo Chán. Ma gli studiosi considerano leggendarie queste indicazioni delle fonti tradizionali. Secondo Bernard Faure, quando il discepolo di Hóngrěn (弘忍, 601-674) [3], Fǎrù (法如, 638-689), si stabilì nel 686 nel Tempio di Shàolín vi diffuse le dottrine della scuola Dámózōng (nome originario del Buddhismo Chán) e venne a crearsi un sintesi sui personaggi di Bodhidharma, Fotuo e Sēngchóu, probabile origine della leggendaria presenza di Bodhidharma in questo tempio[4].

Accertata storicamente è stata invece la presenza, in questo tempio, del monaco indiano e traduttore di testi dal sanscrito al cinese Bodhiruci (?-527).

In tempi più recenti, il Tempio di Shàolín venne collegato alla pratica delle arti marziali. Il tempio è stato un importante punto di contatto tra la pratica meditativa buddhista e le nascenti arti marziali, per le quali i monaci divennero molto famosi in tutta la Cina. Secondo molti maestri la prima vera e propria arte marziale orientale fu quella praticata nel monastero, denominata shaolin-quan, la cui forma originale è andata perduta ma è stata ricostruita sulla base degli stili derivati. Attualmente i monaci sono molto noti per la loro abilità nelle arti marziali. Presso il tempio, tutti dovevano rispettare delle regole. Da questo tempio derivò l'arte dello Shaolinquan (come da tutti i templi Shaolin) e anche l'arte dello Shōrin-ryū, evolutosi poi nello Shuri-te, che diede vita ad alcuni Stili del karate.

Incendio intorno alla metà del 1600[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1644, i Manciù, popolazione nel nord della Cina, invasero il resto del paese, sconfissero l'esercito imperiale e deposero la dinastia Ming, che per quasi 300 anni aveva governato la Cina, instaurando la dinastia Ching, che regnerà fino alla caduta della monarchia nel 1911. Occupato militarmente dai "barbari" del nord, il paese cadde nello sconforto e nell'incertezza. Secondo alcune fonti i Manciù perpetrarono una vera e propria persecuzione verso i cinesi di stirpe Han, ma probabilmente cercarono solo di sostituire la classe dirigente precedente con la loro. Schieratosi o no contro gli invasori, il monastero di Shaolin divenne spontaneamente un simbolo di potere da abbattere per i nuovi signori della Cina, un punto di riferimento e di aggregazione per le popolazioni vicine, nel caos della sconfitta. La leggenda vuole che un esercito fosse inviato per distruggere il monastero, ma la resistenza opposta dai monaci fu così forte e decisa da costringere i soldati a ritirarsi. Ormai, distruggere il tempio Shaolin era un obbligo per i Manciù, e il modo fu trovato da un giovane funzionario ambizioso, Chan Man Wai. Costui cospirò con alcuni monaci che erano stati esclusi dalla cerchia superiore, e, facendo leva sul loro rancore, li convinse a tradire. Fu uno di loro, Ma Ning Yee, che appiccò il fuoco al monastero, aprendone nel contempo le porte alle truppe imperiali. La maggior parte dei monaci e dei discepoli fu uccisa dal fuoco o dai soldati, ma cinque di loro riuscirono a salvarsi, disperdendosi poi per il paese per sfuggire alle truppe imperiali. I cinque furono i fondatori di altrettanti stili di lotta, insegnarono il Kung Fu di Shaolin che grazie a loro sopravvisse, incoraggiarono la gente a lottare contro i Manciù, e divennero i protagonisti di molte ballate e racconti popolari[5]. I cinque furono:

Esiste anche una leggenda simile che parla del Tempio Shaolin Shoreiji (collocato secondo alcuni a Fujian, secondo altri sul monte Jiulian[6]), dove anche lì fuggirono 5 monaci in seguito alla distruzione del tempio. Questa leggenda è conosciuta come La leggenda dei 5 Antenati.

Incendio del 1928[modifica | modifica wikitesto]

Il colpo finale alla storia del Tempio di Shaolin dell'Henan, venne dato nel 1928 durante le lotte dei signori della guerra: il Monastero smise di essere centro religioso ed un signore della guerra, Fan Zhongxiu (樊钟秀) sfruttò la struttura come base militare. In seguito all'attacco del generale Shi Yousan (石友三), i monaci fuggirono e, pazzo di rabbia, il generale fece bruciare il tempio e gli archivi inerenti alle arti marziali. Solo i principali edifici vennero risparmiati dal fuoco ma l'incendio si narra che durò ben 40 giorni[7]. Qui purtroppo andarono perduti quasi tutti i testi scritti del tempio. Per fortuna gran parte del tempio è ancora in piedi e si può tuttora ammirare.

Citazioni mediatiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Shaolin (新少林寺/Xin shao lin si), regia di Benny Chan, con Jackie Chan (2011); film fantastico ambientato durante la distruzione del 1928

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sito intitolato al Beishaolinsi in [1]
  2. ^ http://www.meihuaquan.it/mhz/Meihuaquan%20e%20Shaolinquan.pdf
  3. ^ Hóngrěn è ritenuto, secondo i lignaggio del Buddhismo Chan il quinto patriarca di questa scuola, dopo Bodhidharma, Huìkě ( 慧可, 487-593), Sengcan (僧璨, ?-606) e Daoxin (道信, 580 - 651).
  4. ^ «It seems that later, in Faru's circle, an amalgam was made of the legends of Fotuo, Sengchou, and Bodhidharma. This may be the reason why Bodhidharma became associated with the Shaolin Monastery.» Bernard Faure. Bodhidharma, in Encyclopedia of Religion, Second Edition, New York, Thomson Gale and Macmillan Reference, 2005, pagg. 994.
  5. ^ http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Cinesi/wing.html
  6. ^ http://books.google.it/books?id=xAXYWlYcTyQC&pg=PA96&lpg=PA96&dq=Tempio+Shorei&source=bl&ots=5t7SAPFFz2&sig=9LojlUzW4Wk5NNJIux5EnMqQatk&hl=it&sa=X&ei=O5FAU_PaH8O60QXljID4CQ&ved=0CDkQ6AEwAg#v=onepage&q=Tempio%20Shorei&f=false
  7. ^ http://www.shaolintemple.it/shaolin-si/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]