Tabaccheria

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Insegna di una tabaccheria

La tabaccheria è un negozio, in genere di piccole dimensioni, nato per controllare la vendita di prodotti da fumo oggetto dei monopoli di Stato della Repubblica Italiana.

Servizi offerti[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente è possibile acquistare molti articoli, quali tabacchi, sale da cucina, valori bollati, contrassegni telematici (ex marche da bollo), ricariche telefoniche, articoli di cancelleria, e recentemente vengono utilizzate anche come ricevitorie.[senza fonte]

Grazie alle rete informatica di Lottomatica e di altri concessionari come SISAL vengono erogati ai cittadini servizi quali il pagamento del bollo auto, Canone Rai o multe e bollettini di utenze in genere.

Negli anni a venire si aggiungeranno altri servizi, trasformando così le rivendite in veri e propri centri servizi di pubblica utilità.[senza fonte]

Alla fine dell'Ottocento venne affidata alle tabaccherie la vendita del chinino di Stato per porre un argine alla diffusione della malaria. Questa prerogativa proseguì fin dopo il secondo dopoguerra.

Autorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il titolare di una tabaccheria ha, in linea di massima, due diverse autorizzazioni:

  • autorizzazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) per la rivendita di generi di monopolio;
  • autorizzazione comunale per il commercio al dettaglio di altri beni diversi da quelli di monopolio (accendini, carte da gioco, alcuni prodotti di igiene personale, ecc.).

Tipologie di rivendita[modifica | modifica wikitesto]

Alle rivendite ordinarie, che riportano la classica insegna con la T su sfondo nero e il numero di autorizzazioni, si affiancano quelle speciali, che si trovano lungo i nodi di trasporto (stazioni, porti, aeroporti, autogrill) e nelle caserme, ma i tabacchi possono essere venduti anche in bar "di rilevante frequentazione"[1] (che però sono tenuti a rifornirsi dalla tabaccheria ordinaria più vicina[1]) e presso i distributori automatici allestiti a ridosso delle tabaccherie[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le tabaccherie, Camera di commercio di Vicenza. URL consultato il 2 maggio 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]