Tízoc

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ritratto dell'imperatore Tizoc

Tízoc (14361486) fu il settimo sovrano (tlatoani) della popolazione precolombiana degli Aztechi e regnò sulla città di Tenochtitlán dal 1469 al 1481, successe a Axayacatl e fu seguito da Ahuitzotl.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle fonti cita il 1481 come l'anno in cui egli divenne imperatore, al posto del fratello più vecchio Axayacatl. Si distinse per un grande fervore religioso e per le mire espansionistiche, che peraltro risultarono alquanto infruttuose. Era il primogenito del sovrano Moctezuma I, detto il grande, che regnò dal 1440 al 1469. Fu rallentato e impedito nella sua campagna di conquista, a causa delle energie profuse nel sedare la ribellione dei Matlatzinca, che abitavano la valle di Toluca, e nella impegnativa amministrazione e rieducazione di alcuni popoli già sottomessi che non accettavano di buon grado il dominio della "Triplice Alleanza" (Tenochtitlan, Texcoco, e Tlacopan), ovverosia quella che è nota come l'ultima confederazione di stati indigeni della valle del Messico, diffusasi durante il periodo postclassico mesoamericano. Questo periodo di non belligeranza, sollevò alcune proteste, che furono sedate con una certa clemenza, rispetto ai metodi più duri usati abitualmente dalla Triplice Alleanza.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Il regno di Tízoc fu relativamente breve, tuttavia cominciò la ricostruzione della Grande Piramide di Tenochtitlan, completata dal fratello minore e suo successore Ahuitzotl nel 1487. L'opera fu realizzata per conseguire la protezione e la benevolenza delle divinità.

Fece costruire anche un monolito conosciuto con il nome "La pietra di Tizoc", per celebrare le conquiste effettuate nel territorio Azteco, Puebla e Guerrero.

Morì nel 1486, e la sua morte rimane ancora oggi un mistero irrisolto.
Secondo alcuni sarebbe stato avvelenato, mentre per altri la causa della morte sarebbe semplicemente una malattia.

È stato ipotizzato che un membro della famiglia reale, forse lo stesso Ahuitzotl possa essere stato responsabile del suo avvelenamento, a causa della sua presunta debolezza e vacuità caratteriale e politica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Townsend, Richard F. (2000) The Aztecs. revised ed. Thames and Hudson, New York.
  • Hassig, Ross (1988) Aztec Warfare: Imperial Expansion and Political Control. University of Oklahoma Press, Norman.
  • Muriel Porter Weaver, The Aztecs, Maya, and Their Predecessors: Archaeology of Mesoamerica, 3rd ed., San Diego, Academic Press, 1993, ISBN 0-01-263999-0.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Tlatoani di Tenochtitlan Successore
Axayacatl 1469 - 1481 Ahuitzotl

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