Stadio Changlimithang

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Coordinate: 27°28′17″N 89°38′27″E / 27.471389°N 89.640833°E27.471389; 89.640833

Changlimithang
Changlimethang Stadium Thimphu 080907.jpg
Informazioni
Stato Bhutan Bhutan
Ubicazione Changlimithang, Thimphu
Inizio lavori 1974
Inaugurazione 1974
Costo 223.000.000 BTN
Ristrutturazione 2006
Mat. del terreno Erba sintetica[1]
Area totale 11 ha
Proprietario Regno del Bhutan
Uso e beneficiari
Tiro con l'arco
Calcio Nazionale di calcio del Bhutan
Cricket Nazionale di cricket del Bhutan
Capienza
Posti a sedere 25.000
 

Lo Stadio Changlimithang è un impianto sportivo polivalente situato nella città di Thimphu in Bhutan ed utilizzato come stadio nazionale. L'impianto è utilizzato soprattutto per le gare di tiro con l'arco (sport nazionale) e di calcio. Lo stadio è diventato celebre nel 2002 poiché ha ospitato il match tra la nazionale di calcio del Bhutan e quella di Montserrat al centro del documentario intitolato The Other Final.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dello stadio è strettamente legata a quella della casa regnante del paese. L'impianto si trova in un'area di grande importanza storica: nel luogo dove oggi sorge lo stadio si svolse nel 1885 una battaglia decisiva che portò in seguito alla proclamazione del primo re del Bhutan (1907), Ugyen Wangchuck[2]. Nello stesso luogo si svolsero le celebrazioni per l'ascesa al trono del terzo re del paese, Jigme Dorji Wangchuck[3].

Lo stadio fu costruito nel 1974 per le celebrazioni dell'incoronazione del quarto Druk Gyalpo, Jigme Singye Wangchuck. In origine la sua capienza era di 10.000 posti; nel 2006 venne sottoposto ad un'opera di ristrutturazione in occasione del centenario del regno della dinastia Wangchuck e per le celebrazioni per l'incoronazione del re Jigme Khesar Namgyal Wangchuck (6 novembre 2008)[4] che ne aumentarono la capienza a 25.000 posti[2]. I lavori di ammodernamento sono costati circa 223 milioni di Ngultrum[3].

Lo stadio ha due ingressi principali ed un edificio separato riservato ai monaci che celebrano le cerimonie. A lato dello stadio è stato costruito un grande parco pubblico[5].

Il 15 dicembre 2012, con una solenne cerimonia a cui ha partecipato anche il sovrano del Bhutan, è stato inaugurato un nuovo manto erboso sintetico. L'opera, costata 900.000 dollari, è stata interamente realizzata grazie al contributo economico della FIFA[1]. La durata dell'erba sintetica è stata stimata in circa 8 anni[6].

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Celebrazioni per il compleanno reale allo stadio Changlimithang nel febbraio 2005.

L'impianto è utilizzato per tutte le più importanti manifestazioni sportive del paese, in particolar modo si svolgono i tornei di tiro con l'arco e altre competizioni tradizionali (ad esempio le gare di digor). Accanto allo spazio principale dell'impianto sorgono il campo da calcio, quello da cricket e alcuni campi da tennis e da squash. Lo stadio è utilizzato dalla nazionale di calcio del Bhutan per le partite internazionali ed è anche la sede di tutte le partite del campionato locale di calcio.

Al Changlimithang si svolgono anche le principali feste tradizionali e le celebrazioni legate alla monarchia.

Con la posa del manto erboso sintetico, realizzata alla fine del 2012, i vari campi da gioco che compongono l'impianto sono stati messi a disposizione della popolazione che ha quindi la possibilità di noleggiarli a pagamento per organizzare partite. I soldi ricavati vengono utilizzati per la manutenzione dello stadio e dei campi[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Changlingmethang Artifical Turf, Bhutan Olympic Committee, 20-12-2012. URL consultato il 19-01-2013.
  2. ^ a b (EN) Changlimithang Stadium & Archery Ground, Bhutantour.bt, 24-12-2008.
  3. ^ a b (EN) Historic Changlimithang stadium inaugurated, BBS - Bhutan Broadcasting Service.
  4. ^ (EN) Thimphu crowd bigger than space, Bhutan Observer, 21-11-2008.
  5. ^ (EN) Changlimithang stadium to be completed by May, BBS - Bhutan Broadcasting Service.
  6. ^ a b (EN) Hired out for 14 hours a day, 5 days a week, Kuenselonline.com, 31-12-2012. URL consultato il 19-01-2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]