Splatterpink

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Splatterpink
Paese d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Punk rock
Hardcore punk
Punk jazz
Funk
Rock progressivo
Periodo di attività 19902003
Album pubblicati 3
Studio 3
Sito web

Gli Splatterpink erano un gruppo italiano sperimentale di Bologna, creati nel 1990 dal cantante e bassista Diego D'Agata, attualmente motore dei Testadeporcu. La forza del gruppo è data dalla sinergia di testi surreali e cinici innestati su una musica potente e mai uguale a se stessa, piena di cambi di ritmo e molto ostica. Diego D'Agata è stato definito da Andrea Tinti nell'Enciclopedia del Rock Bolognese "il Simon LeBon del terrorismo musicale"[1].

Indice

[modifica] Musica

Le loro influenze vanno ricercate nel jazz, nei NoMeansNo, nell'hardcore punk, nel blues e nel funk nervoso dei Primus. Il gruppo si distingueva per un'ecletticità ed un'aggressività molto distante da qualsiasi altra formazione con cantato in italiano. Non a caso, il noto conduttore inglese John Peel li ha programmati più volte durante gli anni '90 nel palinsesto BBC[2]. Sono stati inoltre definiti da Elio Bussolino, storica firma musicale di Rockerilla, Repubblica e Fare Musica, "una delle più audaci e lucide espressioni della scena indipendente e alternativa nazionale"[3].

[modifica] Storia

Nel 1990 gli Splatterpink erano composti da Diego d'Agata (bassista e cantante), Metello Orsini (chitarrista) ed Alistair Brison (batterista). La musica è fin dall'inizio molto aggressiva ma povera di sperimentazione. Il loro primo demo si chiama "One". Dopo un anno Brison torna in Scozia e, dopo una serie di batteristi, nel 1993 entra alla batteria Alberto Melega. Contemporaneamente, Alessandro Cavazza (Orange) sostituisce Orsini alla chitarra per un paio di mesi, fino all'arrivo del chitarrista definitivo, Federico Bernardi. L'ingresso nel gruppo del sax baritono di Alessandro Meroli colora lo stile della band di venature jazzistiche ed ampia di molto lo spettro della sperimentazione, richiedendo l'ennesima sostituzione alla batteria. Con l'arrivo di Leonardo Saracino, gli Splatterpink diventano una solida realtà, documentata nel dicembre 1994 dall'album "Industrie Jazzcore".

Lo stesso anno, vincono il Primo Concorso Nazionale "Omaggio a Demetrio Stratos". Nel 1997, dopo quasi tre anni di concerti, registrano al Centro Musica di Modena "Nutrimi" per Underground Records, etichetta che lanciò i Massimo Volume. Grazie alle critiche ricevute, lo stesso anno vengono chiamati alla Biennale dei giovani Artisti a Torino.

Nel 1999, Saracino lascia il posto a Christian Rovatti. Il terzo album è del 2001. Il suono estremo, saturo e disturbante di "#3" convince solo parte della critica e del pubblico. Dopo l'ennesimo cambio di batterista (Ivan Zanotti), gli Splatterpink diradano le loro apparizioni dal vivo e, pur non comunicandolo esplicitamente, il progetto si spegne di lì a poco. Il primo demo dei Testadeporcu è infatti del 2002.

Come solista Diego D'Agata ha portato sul palco "Diario di un operatore di merda", reading su linee di basso ed elettronica. Nel 2009 ha inoltre collaborato nel disco EPYKS 1.0 degli Eterea Post Bong Band[4], improvvisando un monologo al telefono.

[modifica] Formazione

[modifica] Voce e basso

Diego D'Agata

[modifica] Chitarra

Metello Orsini (1990-1993) Alessandro Cavazza (1993) Federico Bernardi (1993-2001)

[modifica] Batteria

Alistair Brison (1990-1991) Alberto Melega (1993) Leonardo Saracino (1993-1999) Christian Rovatti (1999-2001) Ivan Zanotti (2001)

[modifica] Sax baritono

Alessandro Meroli (1993-2001)

[modifica] Discografia

[modifica] E.P.

  • 2011 - Altrimenti è Grecia (Autoprodotto)

[modifica] Album di studio

[modifica] Demo

[modifica] Curiosità

  • Enrico Brizzi, loro fan sin dagli esordi, parla di loro in Jack Frusciante è uscito dal gruppo, storpiando il nome di Diego D'Agata in Dee Dee Bombay. Lo stesso Diego è il membro più anziano di Shhh (una nota troll board) e pertanto è solito ricevere telefonate da utenti (soprattutto ex) minori che cercano conforto nella sua saggezza.

[modifica] Note

  1. ^ Enciclopedia del Rock Bolognese
  2. ^ Scheda artista
  3. ^ Citazione articolo
  4. ^ Articolo su Italian Embassy

[modifica] Collegamenti esterni

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