Smerigliatrice

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La smerigliatrice (talvolta chiamata Flessibile, Flex o Mola a seconda del tipo) è una macchina utensile dalle molteplici forme ed usi; a seconda dei tipi sono adatte per molare, lucidare, tagliare, sbavare, affilare ed utilizzi analoghi.

Indice

[modifica] Smerigliatrice da banco

Smerigliatrice da banco

Altrimenti detta mola la smerigliatice da banco è, nella forma più comune, costituita da un motore elettrico fissato ad un banco, alle cui due estremità sono solitamente calettati due dischi di materiale abrasivo, generalmente di grana diversa, può servire anche per spazzolare o lucidare piccoli particolari metallici, in questi casi ad una estremità viene montato un disco a spazzola o telato, quest'ultimo, in unione ad un composto lucidante, è indispensabile per rendere brillanti particolari cromati. È uno strumento molto diffuso è usato per rimuovere gli spigoli sui bordi del materiale tagliato, per togliere le bave di lavorazione, per eliminare i trucioli solo parzialmente rimossi e soprattutto per affilare manualmente lame e punte per forare in HSS (Acciaio super rapido). Alcune versioni per uso hobbistico, montano su uno degli assi, un riduttore di giri che aziona una speciale mola a grana fine e rotazione lenta, lavorante a umido, simile a quella usata dagli arrotini artigiani, indispensabile nel caso si desideri affilare i coltelli senza scaldarne la lama, preservandone in tal modo la tempra. Il grado di qualità di questo utensile risiede principalmente nella bontà della coppia di cuscinetti impiegati, e nell'operazione di equilibratura dell'indotto del motore, due caratteristiche che contribuiscono alla silenziosità di lavoro a regime.

[modifica] Smerigliatrice angolare

Smerigliatrice angolare

La smerigliatrice angolare, nota anche col nome di flessibile, flex (per esempio in Campania, Puglia,Sicilia e Basilicata) o frullino (per esempio in Lazio e Abruzzo), è un utensile portatile di impiego manuale. Viene usata con dischi di diversi materiali e diverse geometrie adatte per asportare bave, spianare saldature e tagliare pietra, metalli e legno. Ne esistono di svariate dimensioni, con impugnature di forma diversa e adatte a diversi tipi di impiego. La potenza elettrica va da qualche centinaio di watt a oltre 2 kW, esistono versioni provviste di alimentazione autonoma a batteria, in grado di lavorare senza la necessità di una presa di corrente. A seconda del tipo di lavoro, si usa un diverso utensile: i più comuni sono i dischi Rigidi rinforzati (per taglio o sbavatura), diamantati (per il taglio), a spazzole o a lamelle (per la lucidatura), le mole abrasive (per l'abrasione di alti spessori). Il diametro dei dischi, originariamente di tre misure standard: 115 mm, 125 mm, 230 mm, col tempo se ne sono aggiunti altri di misura diversa, aventi tecnologie innovative sul composto dell'abrasivo e sulla disposizione di questo sul disco.

Per migliorare l'efficienza e la velocità nel taglio, è stato possibile ridurre progressivamente lo spessore dei dischi rigidi rinforzati, attualmente di 0,8 mm per i dischi di diametro 115/125 e 1,6/1,9 mm per i dischi di diametro 150/230 mm. Inerente ai dischi diamantati la scelta va fatta con oculatezza, non tanto per la propria sicurezza personale, quanto piuttosto per la durata ed efficienza del disco: un disco può costare anche 20 volte meno di un altro, ma avrà polvere di diamante più fine e in minore quantità, di conseguenza portare a termine un taglio richiederà maggior tempo, si consumerà molto prima, avrà anche spessore minore, con l'uso, a causa del riscaldamento per attrito, perderà la planarità, ovvero presenterà una bombatura sempre più accentuata, rendendo lento e difficoltoso il taglio.

Ultimamente i produttori di dischi da taglio di diametro 115–125 mm, destinati in gran parte ad uso hobbistico, hanno immesso sul mercato tipologie di dischi realizzati con mescole abrasive ottimizzate in funzione al materiale da tagliare, dischi per plastica, legno, alluminio, inox, ognuno ottimizzato per la massima efficienza nel taglio del materiale cui è destinato. Nel settore professionale, nella misura 230 mm, oltre ai dischi diamantati specifici, aventi ciascuno il tagliente sagomato appositamente per laterizio, cemento, pietra e granito, propongono dischi definiti universali, ovvero capaci di tagliare indifferentemente legno, metalli e pietra. Il cambio del disco in quasi tutti i modelli si effettua in modo semplice, tramite una speciale chiave, in alcuni sofisticati modelli, il cambio del disco si effettua in modo rapido senza uso di chiave. Similmente ai trapani portatili, l'unica operazione di manutenzione è costituita dalla sostituzione saltuaria, dovuta al naturale consumo, della coppia di spazzole in grafite a contatto del collettore del rotore. Recentemente alcuni modelli sono stati dotati di un regolatore che permette di impostare la velocità di rotazione in base al lavoro da svolgere.

Alcuni recenti modelli per il mercato professionale presentano alcuni accorgimenti tecnici volti a dare maggiore sicurezza all'operatore, come la partenza lenta all'avvio e la frenatura elettrica del disco in pochi secondi dopo lo spegnimento, assenza di parti meccaniche per accensione e spegnimento, ovvero l'interruttore elettrico è costituito da una coppia di sensori tattili a tenuta stagna, posizionati in prossimità della mano sinistra e della destra, l'avvio avviene azionandoli entrambi, lo spegnimento avviene azionando uno qualunque dei due, nel caso venisse a mancare la tensione di rete a macchina accesa, al ritorno della tensione la macchina si presenta spenta. Questi accorgimenti, se da un lato comportano un maggior costo dell'attrezzo, ne aumentano senz'altro il livello di sicurezza durante l'uso.

Sempre nel settore professionale ed in particolare nella gamma per dischi da 125 mm di diametro si stanno affermando i modelli dotati della cosiddetta velocità costante sotto carico che si riconoscono per le potenze assorbite molto superiori alla media (da 1300 a 1500 Watt contro i 1000 Watt massimi dei modelli standard). Tali modelli hanno un sistema di controllo elettronico in retroazione che permette di rilevare istantaneamente la velocità reale del motore e di regolare la tensione di alimentazione media del motore in modo da mantenere la velocità a carico pari a quella a vuoto. Spesso a tale sistema è anche abbinato il "soft start" e la regolazione elettronica della velocità sempre con velocità costante a carico. Tale sistema permette di avere una maggiore durata dei dischi abrasivi nonché una maggiore capacità di asportazione e, per finire, un migliore raffreddamento del motore e quindi una maggiore resistenza all'uso gravoso e prolungato dell'elettroutensile.

Data l'alta velocità di rotazione, che può arrivare a 10.000 giri al minuto, equivalente ad una velocità angolare alla periferie del disco di 100 metri al secondo, è sempre consigliato indossare occhiali di protezione. È inoltre fondamentale per la sicurezza dell'operatore non rimuovere per nessun motivo il carter di protezione del disco abrasivo fornito con ogni elettroutensile. Occorre tenere presente che i dischi da taglio telati hanno una data di scadenza, è bene accertarsi che non sia superata; nel tempo, le resine impiegate nella mescola abrasiva del disco perdono l'iniziale potere di coesione, con il rischio di rottura durante il taglio.

[modifica] Smerigliatrice assiale

Chiamata anche impropriamente "mola Bosch", dato che fu il primo costruttore a introdurla sul mercato[senza fonte], è caratterizzata dall'avere l'utensile abrasivo, rotante assialmente all'albero motore, dispone di un piccolo mandrino su cui montare piccole mole con codolo metallico realizzate in materiali e forme diverse, ciascuna adatta ad un lavoro specifico, solitamente sbavare materiale in punti di difficile accesso e lavori di precisione e finitura.

Tali elettroutensili si possono dividere principalmente in tre categorine:

Miniutensili: con potenze assorbite che variano da circa 20 watt per i più piccoli quasi sempre alimentati a bassa tensione (12-18 V) in corrente continua fino a circa 150 Watt per quelli più grandi quasi sempre alimentati a 230 V in corrente alternata. Per questi miniutensili le velocità, spesso regolabili, variano da un minimo di 8000 giri al minuto fino ad un massimo di 32000 giri al minuto. Il mandrino in genere è del tipo a pinza intercambiabile per utensili con codolo da 0.8 mm fino a 3.2 mm. Non mancano però esempi di miniutensili dotati di un piccolo mandrino a cremagliera che può serrare codoli fino a 6.35 mm di diametro (1/4"). Son utilizzate principalmente a livello hobbistico.

Miniutensile

Smerigliatrici diritte per attrezzisti: con potenze assorbite che variano da un minimo di 500 Watt fino ad un massimo di 900 Watt tutti alimentati in corrente alternata a 230V. Le velocità, spesso regolabili, variano da un minimo di 8000 giri al minuto fino ad un massimo di 30000 giri al minuto. Il mandrino è quasi sempre del tipo a pinza intercambiabile per utensili con codoli da 6 o 6.35 mm di diametro. Sono utilizzate principalmente per lavori di finitura su stampi

Smerigliatrici diritte per sbavatura: con potenze assorbite che possono variare da un minimo di 1000 watt fino ad un massimo di 1600 watt. Le velocità variano, a seconda della grandezza del modello, da circa 6000 giri al minuto per le più potenti che montano delle mole abrasive simili a quelle montate sulle smerigliatrici da banco (diametri intorno a 125 – 150 mm ma con velocità periferiche di esercizio di 45 m/s) fino a 16000 giri al minuto per le più piccole che hanno un mandrino a pinza intercambiabile per mole o utensili con codoli da 6, 8 o anche 10 mm di diametro. Sono utilizzate principalmente per la sbavatura manuale di fusioni in ghisa o acciaio o per la sbavatura nelle opere di carpenteria.

Esiste ad onor del vero una famiglia a se stante di tali elettroutensili con caratteristiche molto simili alle sopracitate Smerigliatrici diritte per attrezzisti ma con velocità di rotazione molto inferiore intorno a 7000 giri al minuto. Sono utilizzati in genere con utensili di lucidatura quali mole a lamelle, anelli abrasivi o dischi in tela o feltro.

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