Sinfonia n. 3 (Saint-Saëns)

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Sinfonia n. 3
Compositore Charles Camille Saint-Saëns
Tonalità Do minore
Tipo di composizione Sinfonia
Numero d'opera Op. 78
Epoca di composizione 1886
Prima esecuzione Londra
Dedica Franz Liszt
Durata media 35 minuti
Organico

3 flauti (1 piccolo), 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, triangolo, piatti, grancassa, archi, pianoforte (a quattro mani), organo solista

Movimenti

1. Adagio — Allegro moderato — Poco adagio
2. Allegro moderato — Presto — Maestoso — Allegro

La sinfonia n. 3 in Do minore Op. 78 di Camille Saint-Saëns fu completata nel 1886 in quello che probabilmente era lo zenith artistico della sua carriera. Commissionata dalla Società Filarmonica inglese, venne eseguita per la prima volta a Londra, diretta dal compositore stesso. Il lavoro venne dedicato all'amico Franz Liszt, che morì quello stesso anno, due mesi dopo la prima esecuzione della sinfonia che data 19 maggio 1886.

È comunemente conosciuta come la Sinfonia per Organo, anche se una vera sinfonia per organo non è, ma semplicemente una sinfonia orchestrale dove due delle quattro 'sezioni' utilizzano l'organo. Uno dei tratti più distintivi dell'opera è tuttavia proprio l'utilizzo ingegnoso degli strumenti a tastiera: pianoforte a due e a quattro mani in diverse parti della sinfonia e naturalmente l'organo.

A proposito del lavoro Saint-Saëns disse che "ci aveva messo tutto ciò che era capace di offrire". Sembra quasi che il compositore già sapesse che questo sarebbe stato il suo ultimo tentativo a un lavoro sinfonico, e che volle utilizzare l'opera come un "riepilogo" della sua carriera: passaggi per pianoforte d'alto virtuosismo, una brillante scrittura orchestrale, e il suono unico dell'organo.

Nella sinfonia viene fatto grande uso dei principi della trasformazione tematica teorizzati da Franz Liszt, così che i soggetti evolvano e maturino durante tutta la durata dell'opera.

Movimenti[modifica | modifica sorgente]

1. AdagioAllegro moderatoPoco adagio

Il primo movimento, dopo un'introduzione calma, conduce a un tema di respiro Mendelssohniano, seguito da un secondo soggetto più morbido. Nella seconda sezione del movimento, l'organo rintroduce e trasforma il soggetto iniziale in una chiave marcatamente malinconica.

2. Allegro moderatoPrestoMaestosoAllegro

Il secondo movimento si apre quasi come uno scherzo con una melodia portata energicamente avanti dagli archi, seguiti dagli ottoni e dal pianoforte, che assumono anch'essi parti di rilievo. Così come l'Adagio, anche il Maestoso è aperto dall'organo, introducendo un fugato orchestrale. Nell'ultima e più conosciuta sezione della sinfonia si susseguono elementi di considerevole varietà: un corale, scrittura polifonica e un breve intelude pastorale. Il climax finale, di notevole potenza sonora, porta a compimento le melodie introdotte e trasformate in tutta l'opera.

Usi nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

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