Siliconi

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I siliconi o polisilossani sono polimeri inorganici basati su una catena silicio-ossigeno e gruppi funzionali organici (R) legati agli atomi di silicio. Il termine inizialmente indicava i composti aventi formula generica R2Si=O, in analogia ai chetoni. Si riteneva infatti, che potessero essere isolati come composti monomerici, ma anche dopo la scoperta della vera struttura il nome è stato usato ancora, e lo è tuttora, per indicare gli organopolisilossani. Il silicone fu sintetizzato nel 1907 da Frederick Kipping[1].

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

A seconda della lunghezza della catena silossanica, della sua ramificazione e dei gruppi funzionali, si possono ottenere numerosi materiali dalle più varie caratteristiche.

In commercio si trovano siliconi della più varia consistenza (dall'oleoso al gommoso) che possono essere divisi in varie classi di applicazione, come:

  • liquidi
  • emulsioni
  • composti
  • lubrificanti
  • resine
  • elastomeri
  • plastiche

Le gomme siliconiche[modifica | modifica sorgente]

Le gomme siliconiche sono masse polimeriche formulate che con l'aggiunta di opportuno catalizzatore o agente di vulcanizzazione possono essere vulcanizzate sia ad alta temperatura che a temperatura ambiente per ottenere oggetti di forma definita, con tutte le caratteristiche di una gomma. Esse sono chiamate HTV (High Temperature Vulcanizing) se vulcanizzano ad alta temperatura, ed RTV (Room Temperature Vulcanizing) se vulcanizzano a temperatura ambiente.
Sono invece chiamate LSR Liquid Silicone Rubber le gomme siliconiche cosiddette liquide che sono particolarmente adatte, per la loro bassa viscosità, ad essere iniettate in uno stampo e sono in genere costituite da due componenti da miscelare al momento della trasformazione. Il tempo di vulcanizzazione di questi prodotti varia in funzione del tipo di catalizzatore o di agente di vulcanizzazione e della temperatura di processo.

Caratteristiche delle gomme siliconiche[modifica | modifica sorgente]

In genere le gomme siliconiche hanno la peculiarità di essere notevolmente resistenti alla temperatura, agli attacchi chimici e all'ossidazione, e sono ottimi isolanti elettrici. Sono ottimi antiaderenti, elastici, resistenti all'invecchiamento e alle alte temperature.

Polimerizzazione[modifica | modifica sorgente]

Per reazione diretta tra silicio e cloruro di metile si ottiene dimetilclorosilano più altri distillati. Per successiva idrolizzazione del dimetilclorosilano si ottengono silossani ciclici e lineari che successivamente polimerizzati danno luogo ai polisilossani. Il polimero siliconico più comune è il polidimetilsilossano (PDMS).

Polidimetilsilossano

I polimeri siliconici sono utilizzati per numerose applicazioni, in particolare per ottenere le gomme siliconiche, per la cui produzione sono addizionati a silici rinforzanti e come fase stazionaria per colonne cromatografiche a fase mobile liquida (LC; HPLC)

Policondensazione[modifica | modifica sorgente]

Le gomme per policondensazione reticolano anche a temperatura ambiente in genere con catalizzatori a base di stagno, non sono pertanto soggette a grandi rischi di inibizione o avvelenamento. Tuttavia la reazione è più lenta e sono quindi soggetti a fenomeni di reticolazione ritardata.

Reticolazione per condensazione
Polimerizzazione per addizione di un generico polimero siliconico

Poliaddizione[modifica | modifica sorgente]

La vulcanizzazione per poliaddizione è la tecnologia correntemente utilizzata per le gomme LSR, ma è sempre più usata anche per le gomme HTV. Le gomme per poliaddizione reticolano anche a temperatura ambiente con catalizzatori al platino, e possono essere soggette a rischi di avvelenamento se poste in contatto con metalli pesanti o altre sostanze, ma la vulcanizzazione è molto veloce e la resa si avvicina al 100%.

Vulcanizzazione perossidica[modifica | modifica sorgente]

Questa tecnologia è ancora molto utilizzata per le gomme HTV. Gli agenti di vulcanizzazione utilizzati sono perossidi organici che decomponendosi ad alta temperatura danno luogo al ponte etilenico tra le catene polimeriche. Al termine della trasformazione è spesso necessario un ulteriore processo chiamato post-vulcanizzazione, post-curing, a causa della presenza di alcuni residui di reazione.

I siliconi ricavati con processo platinico sono invece generalmente più "puliti" ed utilizzati, tra le altre cose, in applicazioni medicali.

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

La versatilità dei siliconi li rende utilizzabili nei più disparati settori, ad esempio:

Traduzione corretta dell'inglese silicon[modifica | modifica sorgente]

Non di rado la parola inglese silicon viene resa in italiano con "silicone": questa traduzione è del tutto errata, silicon infatti significa "silicio". In inglese il silicone è chiamato silicone, con scrittura identica a quella italiana. Nella pronuncia cambiano i due accenti; [ˈsiʰlikən] per silicio (elemento) e [ˈsiliˌkʰəʊn] per silicone (polimero).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cronologia del xx secolo, grandi manuali Newton

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]