Sampietrino

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Pavimentazione in sampietrini

Il sanpietrino o sampietrino, plurale sanpietrini o sampietrini, è un termine che ha origine da San Pietro in Roma.

Esso può avere un doppio significato:

Indice

[modifica] Operai della Reverenda Fabbrica di San Pietro

Un sanpietrino o sampietrino è il nome dell'operaio specializzato che si occupa della manutenzione ordinaria della Basilica Vaticana, degli arredi e degli addobbi e della custodia della Basilica medesima, mentre con il nome selciarolo si indica colui che lavora sulla disposizione dei sanpietrini.

La denominazione dell'attuale sanpietrino nasce dopo che nel 1725 il Monsignor Ludovico Sergardi, prefetto ed economo della Fabbrica di San Pietro, dopo aver valutato le pessime condizione in cui versava Piazza San Pietro in cui recentemente il papa si era quasi ribaltato dalla carrozza, decise di lastricarla con i caratteristici blocchetti di basalto.

In senso stretto il termine sampietrino corrisponde a un preciso taglio delle dimensioni inferiori al quadruccio. Sia le pavimentazioni di Piazza di Spagna che di Piazza San Pietro sono fatte da quadrucci, ma la gente preferisce utilizzare il termine più popolare sampietrini.

[modifica] Lastricato

Pavimentazione in sampietrini

Il sanpietrino o sampietrino, come riportato sul Dizionario De Mauro, è il nome del blocchetto di basalto utilizzato per la realizzazione del lastricato stradale di uso comune nel centro storico di Roma e in Piazza San Pietro per pavimentare strade o piazze. Ne esistono di diversi tipi e dimensioni: i più grandi misurano 12 x 12 x 18 cm; quelli più comuni misurano 12 x 12 x 6 cm; mentre i più piccoli, 6 x 6 cm, sono molto rari ma si trovano in alcuni dei luoghi di Roma, come in piazza Navona.

Il sampietrino è la denominazione il cui uso prevalente è concentrato nell'Italia centrale è altresì denominato bolognino nell'Italia settentrionale in quanto utilizzato anticamente per la pavimentazione delle strade di Bologna che funse da modello per quelle città o paesi che, lontani dai corsi d'acqua, non potevano usufruire dei ciottoli.

Il sampietrino rappresenta una tipologia di pavé.

Selciarolo al lavoro

Accostando più blocchetti si ottiene una pavimentazione su estese superfici che prende appunto il nome di sampietrini (o anche, a Roma, "selci" - da cui la nota battuta di Verdone nel film Compagni di scuola: "Ti prendo a selciate!").

È stato inventato sotto Papa Sisto V e fu utilizzato per lastricare tutte le strade principali di Roma: si comportava meglio degli altri lastricati esistenti per quanto riguarda il passaggio dei carri. La caratteristica di questo tipo di pavimentazione è di non essere cementata, ma solo posata e poi battuta su un letto di sabbia e/o pozzolana: questo le conferisce elasticità e capacità di coesione e adattamento al fondo stradale. Ha anche il pregio di "lasciar respirare il terreno" grazie agli spazi tra una piastrella e l'altra; inoltre si può adattare molto facilmente all'irregolarità del terreno ed è molto resistente.

I suoi lati negativi sono che non garantisce un terreno uniforme e, se bagnato, può diventare piuttosto scivoloso, rendendolo inadatto a velocità sostenute. Altro aspetto negativo è il fatto di presentare una superficie poco regolare, quindi poco confortevole e anche rumorosa durante il transito dei mezzi di trasporto.

Oggigiorno è ancora usato per luoghi caratteristici nel centro storico di Roma e Napoli e in generale nel Lazio e per strade particolarmente tortuose (ad esempio nel rione Trastevere), dove il traffico è contenuto e la velocità di transito limitata.

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