Rinaldo d'Aquino

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Rinaldo d'Aquino (Montella, 1227/281279/81) è stato un poeta italiano vicino a Federico II di Svevia ed esponente scuola siciliana.

Indice

[modifica] Biografia

La sua biografia è alquanto incerta. Si pensa appartenesse alla stessa famiglia di san Tommaso[1], che fosse stato nominato falconiere dell'imperatore nel 1240 e che abbia successivamente tradito Manfredi alleandosi con Carlo d'Angiò, che gli donò un feudo a Roccasecca. Altri sostengono che l'unico dato certo sia la sua provenienza (da Montella) e il suo lavoro di falconiere.

[modifica] Opera poetica

Chiamato messere in alcuni canzonieri, di lui rimangono un sonetto e dodici canzoni (tra cui Per fin amore vao si allegramente, citata da Dante Alighieri, e Già mai non mi conforto, dedicata alla Sesta crociata). Dante lo cita nel "De vulgari eloquentia" elogiandone l'eloquenza.

Il tema delle sue liriche è prettamente amoroso, anche se ha utilizzato anche un tono popolareggiante. È inoltre considerato un bravo retore più che un vero e proprio poeta.

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. AA.VV.La letteratura italiana. Le Origini e il Duecento, Parte I, interamente scritta da Gianfranco Folena, Milano, Edizione speciale per il Corriere della Sera, RCS Quotidiani, 2005, pag. 135 (Ed. Originale, AA.VV. Storia della Letteratura italiana, diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, Milano, Garzanti Grandi Opere SpA, 2001)

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