Raimondo III di Tolosa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raimondo III
Conte di Tolosa
In carica 962 circa - 972
Predecessore Raimondo Ponzio
Successore Raimondo IV
conte di Albi
In carica 962 circa –
972
Predecessore Raimondo Ponzio
Successore Raimondo IV
Nascita circa 925
Morte 972
Dinastia Rouergue
Padre Raimondo Ponzio
Madre Garsenda
Consorte Gundinilde
Figli Raimondo
Ugo
Liutgarda e
una femmina

Raimondo (925 circa – 972) fu conte di Nîmes, d'Albì e di Tolosa e duca di Settimania dal 950 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del conte di Tolosa, duca di Settimania, conte di Nîmes e conte d'Albi, e duca d'Aquitania e conte d'Alvernia, Raimondo Ponzio e di Garsenda[1], figlia del duca di Guascogna, Garcia II e di Amuna figlia del conte Guglielmo I di Bordeaux[2]. Raimondo Ponzio era l'unico figlio del conte d'Albi e di Nîmes, conte di Tolosa e duca di Settimania, Raimondo II] († ca. 924) e della moglie (come risulta sia dal documento n° 52 dell'Histoire Générale de Languedoc, Preuves, Tome V, in cui è citata, come contessa in una donazione alla cattedrale di Narbona[3], sia nelle Europäische Stammtafeln[4], vol II, 68 (non consultate)[5]), Guinidilda[2] († dopo il 923), figlia del conte di Barcellona, Goffredo il Villoso (ca. 840-897) e di Guinidilda che, secondo la storica Alison Weir era figlia di Baldovino I delle Fiandre[6], mentre altri dicono fosse figlia di Mirò I conte di Rossiglione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le Europäische Stammtafeln[4], Raimondo III sarebbe da identificarsi col padre Raimondo Ponzio, ma secondo lo storico francese Christian Settipani sono due persone distinte[7]. Comunque, nel 962 circa, alla morte del padre, ereditò i titoli di conte di Tolosa[7], duca di Settimania e conte di Nîmes e d'Albì.

Il 2 luglio 972, secondo il documento n° 121 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, Raimondo tenne udienza a Nimes[8] (qualcuno sostiene che fosse il cugino, Raimondo III di Rouergue).
Un altro documento, il n° 123 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, sempre del 972, testimonia che Raimondo fece una donazione, controfirmata dalla madre, Garsenda, alla chiesa di Saint-Michel de Gaillac[9]. Questa donazione fu fatta da Raimondo per farsi perdonare i propri peccati (pro peccatis meis)[9], forse presagendo che in quell'anno sarebbe morto[7].

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Raimondo aveva sposato Gundinilde, come risulta dal testamento, redatto verso la fine del 972, della suocera, Garsinda, che citando il proprio nipote Raimondo, lo definisce figlio di Gunidilde (Raymundo filio Gundinildis nepoti meo)[10]. Raimondo da Gundinilde ebbe quattro figli[7]:

  • Raimondo[1] (?-978), conte di Tolosa, conte di Nîmes e d'Albì e conte d'Alvernia, citato nel testamento della nonna. Garsinda[10]
  • Ugo[1] (?- prima del 992), anche lui citato nel testamento della nonna. Garsinda[10]
  • Liutgarda (950 circa – 985 circa), che sposò, nel 967 circa, il conte di Barcellona, Borrell II (946-993), di cui si conoscono due documenti di vendite assieme alla moglie: uno, tratto dal Cartulario de Sant Cugat del Vallès[11] del 977, ed un secondo tratto dal cartolario di Vic[7] del 980
  • una femmina che sposò Aimery Comte de Saintes, gli diede una figlia femmina che sposò Maurizio d'Angiò[7], figlio del terzo conte d'Angiò, Goffredo I d'Angiò.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Alphen, Francia: Gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), in <<Storia del mondo medievale>>, vol. II, 1999, pp. 636-661
  • (ES) Textos navarros del Codice de Roda.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo Ponzio I 962–972 Raimondo IV