Quipu

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Rappresentazione di un quipu

Quipo (Kìpo) o quipu (in lingua quecha) è un insieme di cordicelle annodate, distanziate in modo sistematico tra loro e legate a una corda più grossa e corta che le sorregge.[1] La notazione Quipu è comunemente usata in spagnolo mentre in inglese viene usata Khipu. Nel dialetto della lingua quechua parlato a Cuzco questa parola significa "nodo".

I quipo erano concepiti per rimanere inalterati. Erano infatti bagnati, fatti seccare e incollati con resine particolari.

I quipo, scoperti in antichi insediamenti in Perù, servivano per i calcoli matematici. I nodi delle corde sono di diversi colori, infatti rappresentavano dei numeri e dalla loro reciproca posizione se ne potevano ricavare le unità, le decine, le centinaia e le migliaia.

Si crede che i quipos venissero utilizzati per calcoli astronomici, fondamentali per la cultura inca, oppure per formule magiche ma anche per descrivere sommariamente avvenimenti storici ed economici.[2]

Lo stesso sistema di calcolo sembra venisse usato anche presso antichi popoli messicani.

Ancora oggi i quipo, con un'elaborazione più semplice, vengono usati dai pastori peruviani e boliviani. I Quipu possono avere solo poche corde, ma alcuni arrivano addirittura ad averne circa 2000.

Al momento attuale i quipu non sono stati ancora pienamente decifrati ed infatti esiste una grande varietà di teorie sul tipo di informazioni che essi in realtà veicolano.

Usi possibili[modifica | modifica wikitesto]

al Museo De La Nacion in Lima

Gli usi principali dei quipu finora conosciuti sono: conteggi per il censo, notazione delle tasse, conteggio degli articoli comprati o venduti e dati numerici di base. Gli amministratori Inca sembravano essere i principali utilizzatori dei quipu, usandoli come un modo per tenere traccia delle loro risorse come bestiame e prodotti agricoli. A questi amministratori erano affidati certi distretti che dividevano l'Impero Inca.

Marcia e Robert Ascher, dopo aver analizzato diverse centinaia di quipu, hanno dimostrato che la maggior parte di informazioni veicolate dai quipu sono numeriche e che questi numeri possono essere decifrati. Ogni insieme di nodi è una cifra e ci sono tre tipi di nodi: nodi semplici; nodi lunghi fatti di due o più giri e nodi a figura di otto. Un numero è rappresentato come una sequenza di nodi in base 10.

  • Le potenze di 10 sono individuate dalla posizione lungo il filo: questa posizione è allineata con i fili consecutivi
  • Le cifre nelle posizioni per le potenze di 10 sono rappresentate da gruppi di nodi semplici (per esempio 40 si rappresenta con 4 nodi semplici nella riga della prima potenza del 10)
  • Le cifre nella posizione meno significativa sono rappresentate da nodi lunghi (per esempio 4 è un nodo con 4 giri). A causa del modo in cui sono fatti i nodi, la cifra 1 non può essere rappresentata in questo modo: per questa ragione è rappresentata nella stessa posizione da un nodo a figura di otto.
  • Lo zero è rappresentato dall'assenza di nodi nella posizione appropriata.

Per esempio, 4s rappresenta quattro nodi semplici, 3L rappresenta 1 nodo lungo con tre giri, E rappresenta un nodo a figura di otto e X uno spazio:

  • Il numero 731 sarebbe rappresentato da 7s, 3s, E
  • Il numero 804 sarebbe rappresentato da 8s, X, 4L
  • Il numero 107 sarebbe rappresentato da 1s, X, 7L

Questa lettura può essere confermata da un fatto fortunato: i quipu regolarmente contengono somme in modo sistematico. Per esempio, una corda può contenere la somma delle successive n corde, e questa relazione è ripetuta attraverso tutto il quipu. Talvolta ci sono anche somme di somme. Una tale relazione non potrebbe esistere se i nodi fossero stati interpretati in modo scorretto.

Alcuni dati non sono numeri, ma sono quello che Ascher e Ascher chiamano etichette dei numeri. Essi erano ugualmente composti di cifre, ma il numero risultante sembrava essere usato come un codice, così come noi usiamo numeri per riferirsi a individui, posti o altre cose. Vista la mancanza di contesto per i singoli quipu, è difficile accertare cosa possa significare ogni codice trovato. Anche altri aspetti dei quipu comunicavano informazioni, come il colore del codice, la posizione relativa delle corde, lo spazio e la struttura delle corde e delle sotto-corde.

Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che siano presenti nei quipu molto più che semplici informazioni numeriche: rappresenterebbero invece dei primitivi metodi di scrittura. Questo è molto importante tenuto conto del fatto che non sono stati trovati resti di scrittura in Quechua anteriori alla conquista spagnola del Perú, cosa estremamente strana per una civiltà così avanzata.

Il 12 agosto 2005 l'edizione del giornale Science ha incluso un articolo intitolato Khipu Accounting in Ancient Peru di Gary Urton e Carrie J. Brezine in cui gli autori rivelano di aver identificato per la prima volta in un quipu un concetto non numerico, per la precisione un toponimo della città di Puruchuco (vicino Lima), rappresentato da tre nodi a forma di otto all'inizio del quipu.

Quipucamayoc[modifica | modifica wikitesto]

I Quipucamayocs (in Quechua khipukamayuq, ovvero autorità dei khipu), i ragionieri del Tawantinsuyu, creavano e decifravano i nodi dei quipu. I Quipucamayoc erano in grado di utilizzare semplici concetti matematici e l'aritmetica di base: eseguivano quindi operazioni elementari (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione) per conto della popolazione locale. Questo permetteva loro di tenere memoria della mita, una forma di tassazione. I Quipucamayoc inoltre prendevano nota del tipo di lavoro che veniva effettuato, mantenendo un registro delle uscite economiche, e facevano funzionare un censo che conteggiava ogni persona, dai bambini piccolissimi agli anziani di oltre 80 anni. Il sistema inoltre veniva usato per visualizzare il calendario.

La conquista[modifica | modifica wikitesto]

I Quipucamayocs non erano i soli membri della società inca ad usare i quipu. Anche gli storici inca usavano i quipu quando raccontavano agli spagnoli la storia del Tahuantinsuyu (non è noto se registrassero numeri importanti per la narrazione o contenessero la storia per intero). Ai membri della classe dirigente di solito veniva insegnato a leggere i quipu come parte integrante della loro educazione.

Nei primi anni della conquista spagnola del Perú, gli ufficiali spagnoli spesso si affidavano ai quipu per dirimere dispute su pagamenti di tributi locali o per la produzione di merci. Inoltre i cronisti spagnoli riportavano che i quipu erano usati principalmente come strumenti di sostegno per la memoria, per comunicare e registrare informazioni in formato numerico. I Quipucamayoc potevano essere convocati a testimoniare in tribunale dato che le loro registrazioni erano considerate una valida documentazione legale dei pagamenti passati.

Soppressione e distruzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli spagnoli soppressero velocemente l'uso dei quipu. I conquistadores capirono ben presto che i Quipucamayoc spesso rimanevano più leali ai loro originari ruoli piuttosto che ai reali di Spagna e che i Quipucamayoc potevano mentire sui contenuti dei messaggi. I conquistadores inoltre tentarono di convertire i nativi al Cattolicesimo. Qualsiasi cosa rappresentasse la mitologia inca era considerata idolatria e un tentativo di ostacolare la conversione al Cattolicesimo. Molti conquistadores consideravano i quipu come idolatri ed infatti li sterminarono quasi completamente.

Stato attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi sono rimasti solamente 600 quipu. La maggior parte degli usi dei quipu sono continuati negli altopiani peruviani. Alcuni storici credono che solamente i Quipucamayoc che hanno costruito uno specifico quipu possano leggerlo. Se fosse vero, non potrebbero essere considerati forme di scrittura ma piuttosto uno strumento di appoggio per la memoria. Molti storici, comunque, hanno tentato di decifrare i nodi dei quipu come un linguaggio dato che il Tahuantinsuyu era un Impero di grande potenza prima della sua conquista da parte della Spagna; se si conoscesse meglio il punto di vista inca della storia, si scoprirebbe un collegamento con il passato completamente sconosciuto.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La caccia al tesoro di Dirk Pitt, personaggio del romanzo L'oro dell'Inca di Clive Cussler, è centrata intorno alla decifrazione di un messaggio contenuto in un quipu.

Nel romanzo Terra! di Stefano Benni alcuni personaggi scoprono come arrivare al centro di un labirinto grazie a un quipu simboleggiante esagrammi dell'I Ching.

Il romanzo L'origine perduta di Matilde Asensi è un triller in cui vengono trattate genetica, matematica e teorie linguistiche (tra cui i "quipu").

Nel romanzo "Fuoco sotto il mare" di P.O'Brian, un quipu viene utilizzato da un Quechua mentre accompagna il co-protagonista S.Maturin per ricevere messaggi criptati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente
  2. ^ Cfr. Enciclopedia Sapere

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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