Polpa dentaria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
1.Dente 2.Smalto 3.Dentina 4.Polpa dentaria 7.Cemento 8. Corona

La polpa dentaria è un tessuto molle che ingloba arteriole, venule, nervo, e particolari cellule dette odontoblasti, capaci di produrre la dentina. Funzionalmente, embriologicamente e istologicamente può essere considerata come unico complesso pulpo-dentinale.

Anatomia[modifica | modifica sorgente]

Occupa la camera pulpare all'interno della corona e i canali radicolari: in corrispondenza delle cuspidi si prolunga occlusalmente per formare cornetti pulpari; tramite i canali decorre il fascio vascolo-nervoso, che fuoriesce tramite il forame apicale. Tale forame è beante (ampio e centrale) nel dente giovane, mentre a formazione completa si restringe e assume una posizione più eccentrica.

Istologia[modifica | modifica sorgente]

La polpa è un tessuto connettivo molle, formato da:

  • odontoblasti: producono la dentina, si dispongono tra polpa e dentina.

Nella porzione coronale tali cellule si posizionano a palizzata; nella porzione radicolare si dispongono in file di cellule cubiche che si appiattiscono a livello apicale.

  • fibroblasti: depongono collagene, organizzato in fibre, e sostanza fondamentale, che formano la matrice pulpare: un reticolo di supporto per gli elementi strutturali di tutta la polpa. La sostanza fondamentale permette di trasportare nutrimento dal sangue alle cellule e viceversa. Con l'avanzare dell'età, la continua produzione di collagene può portare alla formazione di calcificazioni dette pulpoliti.
  • cellule mesenchimali indifferenziate, pluripotenti, pronte a specializzarsi in fibroblasti, odontoblasti o macrofagi in base all'esigenza. Costituiscono il nucleo della polpa, e non potendosi riprodurre diminuiscono con il passare degli anni.
  • macrofagi: si distribuiscono attorno ai vasi, eliminando cellule morte e partecipando alla risposta infiammatoria.
  • linfociti: producono anticorpi, partecipando all'immunità umorale.
  • leucociti: presenti nella polpa infiammata; il tipo predominante è il neutrofilo.
  • nervi: entrano dal forame apicale e si raggruppano in fasci. La maggior parte sono amieliniche, fanno parte del sistema simpatico, e agiscono sulla micro-circolazione aprendo o chiudendo shunt-artero venosi. Le restanti si organizzano a formare il plesso di Raschkow, connesso con lunghi prolungamenti odontoblastici alla dentina.

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

Le funzioni svolte dalla polpa sono:

  • garantisce l'apporto vascolare al dente, mediante: arteriole afferenti, rami dell'arteriola alveolare che confluisce nell'arteria mascellare interna; venule efferenti, che confluiscono nel plesso pterigoideo, da cui si diparte la vena mascellare che sfocia nell'arteria facciale. Tali vasi attraversano la polpa e si ramificano in corrispondenza del fronte odontoblastico per supportarli, formando il plesso capillare periferico sottodontoblastico.
  • È priva di vasi linfatici.
  • conferisce sensibilità all'elemento tramite fibre nervose che da un plesso nervoso pulpare, si connettono agli odontoblasti e talvolta penetrano nei tubuli dentinale. Le fibre afferenti provengono dal ganglio del Gasser, che tramite le branche mascellare e mandibolare del nervo trigemino raggiungono le arcate dentarie. Le fibre sono di due tipi:
    • fibre a δ, mieliniche, sensibili al dolore rapido ed intenso di breve durata;
    • fibre C, amieliniche, sensibili al dolore profondo connesso ad elevato danno pulpare.

La sensibilità dentinale può essere percepita direttamente dalle fibre nervose che attraversano i tubuli dentinali, ma la maggior parte delle sensazioni dovrebbe essere percepita grazie alle modifiche fisiche che lo stimolo determina nei confronti dei fluidi dentinali. Secondo la teoria idrodinamica le modifiche del flusso che decorre nel tubulo dentinale provocano stiramenti o comprimessioni delle fibre nervose prossime agli odontoblasti, rappresentando il vero trasportatore del segnale in questa fase.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

La sintomatologia pulpare è estremamente variable in base allo stato dell'infiammazione che la causa, ovvero al grado di pulpite, reversibile o irreversibile, e al sistema immunitario individuale. Anche se i batteri non raggiungono direttamente la camera pulpare, già da prima di distruggere l'intero strato dentinale possono causare irritazione pulpare alterando il flusso interno ai tubuli dentinali (per produzione di metaboliti acidi) o liberando tossine nei tubuli. Inizialmente, durante l'iperemia pulpare, la dentina è in uno stato di ipersensibilità con dolenzia secondaria a stimoli esterni (freddo, caldo, dolce, salato). Il dolore pulpare più caratteristico, che può mancare o essere di entità variabile fino turbare il sonno, è spontaneo, variabile, intermittente o continuo, per lo più pulsante, esacerbato dal freddo, dal caldo, e generalmente diffuso e difficilmente localizzabile. Inoltre può essere irradiato:

  • alla fronte, al naso o al labbro --> denti frontali superiori
  • al mento --> denti frontali inferiori
  • all'orecchio --> tutti i molari
  • alla mascella e alla regione temporale --> denti posteriori superiori
  • all'angolo della mandibola --> denti posteriori inferiori

Qualora la polpa vada incontro a necrosi, mentre il dente sarà asintomatico e non risponderà ai test di vitalità, il dolore potrebbe spostarsi al periapice alla percussione dell'elemento dentario, durante la masticazione o addirittura solo sfiorandolo con la lingua (parodontite apicale).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Anatomia funzionale e clinica dello splancnocranio - Fonzi - Edi Ermes
  • Endodonzia - F. Somma - Masson

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina