Poicephalus robustus

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Pappagallo del Capo
Poicephalus robustus -South Africa-6a.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Psittaciformes
Famiglia Psittacidae
Genere Poicephalus
Specie P. robustus
Nomenclatura binomiale
Poicephalus robustus
(J. F. Gmelin, 1788)

Il pappagallo del Capo (Poicephalus robustus J. F. Gmelin, 1788) è un uccello della famiglia degli Psittacidi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo compatto e forte e la grande testa, dotata di becco vistoso, fanno sembrare questo pappagallo più grande della sua taglia, attorno ai 33 cm. La colorazione generale è verde, più scura sulle ali e più chiara nelle parti ventrali; il cappuccio grigio sfumato in ocra copre tutta la testa e il collo, con sfumature rosse sulla fronte e sulla corona molto evidenti nelle femmine e quasi assenti nel maschio (ma non sempre è così, per questo non possiamo considerarlo un vero e proprio dimorfismo sessuale); spalle e calze (piumaggio che copre la gamba, più corto dei calzoni) rosse; becco grigio e iride marrone.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È un uccello di foresta e boscaglia: abita le foreste primarie e secondarie, le foreste costiere e le savane alberate. Potremmo definirlo timido e silenzioso: solitamente vive in coppia e solo di rado forma bande che si muovono alla ricerca del cibo; in queste occasioni diventa anche più chiassoso e intraprendente. La stagione riproduttiva spesso coincide con l'intera stagione delle piogge, quando il cibo è abbondante. Il nido è localizzato nella cavità di un albero e la femmina vi depone 2-4 uova a intervalli di 2-3 giorni; la cova dura 29-30 giorni. I giovani si involano attorno alle 10-12 settimane.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Vive nelle foreste del KwaZulu-Natal, in Sudafrica (dove la fonte principale di cibo è fonita dai semi di Podocarpus falcatus e dalle olive selvatiche della Olea capensis). La popolazione in libertà può essere valutata attorno ai 500 individui e quindi in serio pericolo di estinzione.

In cattività non ci sono molte coppie riproducenti, per questo sarebbe importante fermare le catture e incrementare l'allevamento utilizzando i soggetti già in cattività.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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