Phil Gramm

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Phil Gramm
PhilGramm.jpg

Senatore, Texas
Durata mandato 3 gennaio 1985 - 30 novembre 2002
Predecessore John Tower
Successore John Cornyn

Membro della Camera dei Rappresentanti - Texas, distretto n.6
Durata mandato 3 gennaio 1979 - 3 gennaio 1985
Predecessore Olin E. Teague
Successore Joe Barton

Dati generali
Partito politico Democratico (1976-1983)
Repubblicano (dal 1983)
Tendenza politica conservatore

William Philip "Phil" Gramm (Fort Benning, 8 luglio 1942) è un politico ed economista statunitense, senatore per lo stato del Texas dal 1985 al 2002 e in precedenza membro della Camera dei Rappresentanti per lo stesso stato dal 1979 al 1985.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato e cresciuto in Georgia, Gramm si trasferì in Texas per lavoro quando divenne professore di economia alla Texas A&M University.

Nel 1976 cercò infruttuosamente l'elezione al Senato, venendo sconfitto nelle primarie del Partito Democratico da Lloyd Bentsen. Due anni dopo tuttavia riuscì a ottenere un seggio alla Camera dei Rappresentanti.

Dopo essere stato rieletto altre due volte, Gramm annunciò il suo passaggio al Partito Repubblicano e lasciò immediatamente il seggio. Nelle elezioni speciali indette per trovare il sostituto, Gramm si presentò come candidato repubblicano e vinse.

Nel 1984 tentò per la seconda volta l'elezione al Senato e riuscì a vincere. Gli elettori lo riconfermarono nel 1990 e nel 1996. Nel 1999 si adoperò per riformare e poi smantellare il Glass-Steagall Act. Come presidente della Commissione bancaria del Senato, Gramm si adoperò per attuare la deregolamentazione del mercato dei derivati, in particolare di quello dei titoli relativi all'energia (mentre la moglie, Wendy Gramm, presiedeva l'audit committee, Comitato per il controllo, della Enron, poi rovinosamente fallita).[1] Suo fu l'inserimento di una clausola essenziale in questo senso all'interno del Commodity Futures Modernization Act del 2000. Dopo aver deciso di andare in pensione, Gramm lasciò il suo seggio al Congresso nel novembre del 2002, poche settimane prima della scadenza del suo ultimo mandato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) 25 People to Blame for the Financial Crisis. URL consultato il 13 ago 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]