Pericondrite dell'orecchio esterno

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Pericondrite dell'orecchio esterno
Auricular perichondritis.JPG
Pericondrite dell'orecchio esterno. Il padiglione si presenta eritematoso, tumefatto ed ispessito.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 380.0 380.03
ICD-10 (EN) H61

La pericondrite e la condrite dell'orecchio esterno sono patologie del padiglione auricolare e del condotto uditivo esterno caratterizzate dal coinvolgimento infammatorio delle componenti cartilaginee che costituiscono l'orecchio esterno.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Le forme lievi sono patologie relativamente frequenti e colpiscono sia soggetti giovani che soggetti anziani. Mentre nei primi è frequenta la forma secondaria a traumatismi, negli anziani è più frequente la forma dovuta ad un precedente intervento chirurgico o allo scorretto posizionamento delle protesi endoauricolari.

Eziologia e patogenesi[modifica | modifica sorgente]

La pericondrite insorge in seguito ad eventi traumatici (interventi chirurgici, piercing, otoematoma da trauma tangenziale) che coinvolgono la cute del padiglione auricolare esterno e ai conseguenti processi flogistici sostenuti da batteri quali Staphylococcus, Pseudomonas e Streptococcus. La localizzazione cartilaginea dell'infezione esita verso manifestazioni degenerative che possono causare una deformità estetica, con erosione irreversibile della cartilagine e possibile formazione di raccolte ascessuali.

Pericondrite: notevole tumefazioni della porzione supero-posteriore dell'orecchio esterno.

Profilo clinico[modifica | modifica sorgente]

All'intensa sintomatologia algica si affianca eritema e tumefazione dell'orecchio esterno. Può essere presente linfoadenopatia cervicale associata ad iperpiressia e iperalgesia dei tessuti periauricolari.

Profilo diagnostico[modifica | modifica sorgente]

Un padiglione che si presenti tumefatto, ispessito e dolente, inizialmente di consistenza dura è un rilievo sufficiente a porre diagnosi, soprattutto se affiancato ad un contesto anamnestico compatibile con traumi o interventi chirurgici recenti. Con il tempo, la consistenza si riduce, fino a farsi fluttuante per la comparsa di raccolte suppurative.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Uno schema antibiotico che preveda l'utilizzo di penicilline o cefalosporine deve essere affiancato ad antinfiammatori non steroidei allo scopo di eliminare l'infezione e la relativa sintomatologia algica. Possibili raccolte ascessuali devono invece essere drenate mediante procedure chirurgiche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Albera e Rossi, Otorinolaringoiatria - II edizione, Torino, Edizioni Minerva Medica, 2008, ISBN 9788877115836.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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