Pelagia noctiluca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Pelagia noctiluca
Pelagia noctiluca (Sardinia).jpg
Pelagia noctiluca
AMP Capo Gallo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Cnidaria
Classe Scyphozoa
Ordine Semaeostomeae
Famiglia Pelagiidae
Genere Pelagia
Specie P. noctiluca
Nomenclatura binomiale
Pelagia noctiluca
Forsskal, 1775
Sinonimi

Medusa noctiluca (Forskål, 1775)
Pelagia discoidea (Eschscholtz, 1829)
Pelagia flaveola (Eschscholtz, 1829)

Pelagia noctiluca, conosciuta comunemente come medusa luminosa, è una medusa della famiglia Pelagiidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È comune nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale fino al Mare del Nord; è stata citata nelle cronache (nel 1992[1][2], 2003[1][2] e 2005[3]) per la sua abbondanza nei nostri mari in alcuni periodi e per le dolorose irritazioni che provoca se sfiorata.

È una specie pelagica, ma nel periodo autunnale e primaverile si avvicina alla costa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ombrello marrone-rosato o rosa-violetta di circa 10 centimetri di diametro, traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti, che partono dai bordi e si possono estendere fino a 2 metri. Le braccia orali, dello stesso colore dell'ombrello, sono lunghe fino a circa 30 centimetri.

L'epiteto specifico noctiluca deriva dalla bioluminescenza, di colore verde, di cui è dotata.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di plancton e di piccoli pesci che cattura tramite i tentacoli dotati di urticanti nematocisti.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La P. noctiluca è una delle meduse che non attraversano lo stadio polipoide durante la maturazione. Gli adulti sono a sessi separati: la femmina depone le uova nel mare, che vengono fecondate dagli spermatozoi dei maschi. Dallo zigote nasce la planula, una larva dotata di ciglia per il movimento e che si disperde a livello planctonico. Non attraversa però lo stadio di scifistoma, ancorandosi al terreno, ma si divide direttamente in efira, una giovane medusa che poi crescerà a formare la medusa adulta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b NEWTON, Quella di quest'anno sarà l'estate delle meduse, 30-06-2003. URL consultato il 16-10-2007.
  2. ^ a b Corriere.it, Spiagge italiane invase dalle meduse, 24-06-2003. URL consultato il 16-10-2007.
  3. ^ NEWTON, Le meduse stanno invadendo il Tirreno, 04-07-2005. URL consultato il 16-10-2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 8880393952.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]