Nematocisti

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Estroflessione del filamento urticante

Le nematocisti (o cnidocisti) sono organi urticanti racchiusi in alcune cellule ectodermiche dei Celenterati, dette nematociti (o cnidociti o cnidoblasti), che servono all'animale per difesa e per paralizzare le prede.

Struttura e fisiologia[modifica | modifica sorgente]

Le nematociti sono costituite da una capsula (nematocisti), sono dotate di un filamento sensorio detto cnidociglio. All'interno della capsula è presente un liquido urticante e un filamento, anch'esso urticante, che, allo stato di riposo, è invaginato a spirale entro la capsula. Lo cnidociglio possiede una terminazione sensitiva che, se stimolata, provoca l’aumento della pressione nella capsula urticante, quindi l’estroflessione del filamento come una molla e la secrezione delle tossine attraverso un piccolo orifizio posto all'estremità del filamento stesso.

Sembra che il sistema nervoso dell’animale non sia coinvolto in questa reazione, ma piuttosto che ogni cnidoblasto agisca indipendentemente, in seguito ad una specifica reazione chimica che avviene tra la superficie che entra in contatto con la cisti e la cellula urticante. Un tipo modificato di nematocisti, detto spirocisti, emette filamenti adesivi chiusi terminalmente e raccolti a spirale, utili per catturare le prede o per fissarsi ai substrati. Infatti, se lo cnidociglio viene sfiorato con materiale chimicamente inerte, non si provoca alcuna reazione.

Alcuni Nudibranchia che usano cibarsi dei polipi di cnidari sono in grado di accumulare le cnidocisti sulla loro superficie corporea, le quali svolgono la loro reazione difensiva post mortem e dopo essere state ingerite dal mollusco.

Tossine[modifica | modifica sorgente]

Le biotossine degli cnidari hanno effetto neurotossico, ipnotossico e talatossico e da studi effettuati nei primi del Novecento furono studiati gli effetti dell’anafilassi, alcune sostanze che se in un primo tempo non producono effetti apprezzabili, successivamente possono indurre effetti gravissimi noti come shock anafilattico. L'azione urticante di alcuni celenterati (meduse, anemoni, fisalie, ecc.) può provocare nell'uomo lesioni a livello epidermico o disturbi generali, in alcuni casi con esito letale.