Palazzo Contarini del Bovolo
Coordinate: 45°26′05″N 12°20′04″E / 45.434791°N 12.334487°E
Il Palazzo Contarini del Bovolo è un palazzo gotico di Venezia ubicato nel sestiere di San Marco, in prossimità di Campo Manin.
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[modifica] Storia
Il palazzo fu costruito tra il Tre e il Quattrocento come dimora dei Contarini "di San Paternian", che dalla fine del Quattrocento, con l'aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati "dal Bovolo".
Nel 1717 il complesso passò Giovanni Minelli che aveva sposato Elisabetta di Pietro Maria Contarini, ultima rappresentante della famiglia.
All'inizio dell'Ottocento fu acquistato dalla ditta Emery, dalla quale fu affittato ad Arnoldo Marseille che vi apri un albergo detto "del Maltese" (da qui la denominazione della corte del Maltese sulla quale si affaccia il palazzo). Nel 1852 fu ceduto per testamento alla parrocchia di San Luca e divenne sede della Congregazione di carità. Il palazzo appartiene tuttora alle Istituzioni di ricovero e di educazione.
[modifica] La scala
Il palazzo è famoso per la torre scalare rotonda con scala a chiocciola (detta appunto bòvolo in dialetto veneziano).
Il palazzo, edificato alla fine del Quattrocento dalla famiglia Contarini, presenta sul rio di San Luca una facciata con tre polifore archiacute. Nel 1499 Pietro Contarini fece aggiungere verso il cortile interno un piccolo corpo di fabbrica in stile rinascimentale, caratterizzato da una serie di logge aperte con archi a tutto sesto o ribassati. L'adiacente torre, disegnata da Giovanni Candi o da Giorgio Spavento, dà accesso alle logge e ne continua lo stile aereo nei cinque ordini di archi rampanti su colonne. La torre termina in un belvedere a cupola con ampia visuale sulla città.
Nel XIX secolo, dopo essere stato albergo per un certo periodo, passò ad un'istituzione di carità, ed oggi è proprietà delle Istituzioni di Ricovero e di Educazione.
Nel 1859, l'allora litografo Wilhelm Tempel condusse le sue prime osservazioni astronomiche dal belvedere della torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nell'ammasso aperto delle Pleiadi.
[modifica] Bibliografia
- Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
- Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.
- Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane. Venezia, Filippi Ed., 2001.
- Iliazd, L'art de voir de Guillaume Tempel, Imprimerie Union, Paris, 1964.
[modifica] Voci correlate
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