Orologio di Augusto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Template-info.svg
Via di Campo Marzio: tratto della Meridiana di Augusto sotto le cantine di uno stabile al n. 48

L'Orologio di Augusto, conosciuto anche come Horologium Augusti, è un'antica meridiana, la più grande del mondo antico, che si trovava in Campo Marzio, nell'area antistante l'Ara Pacis.

Fu realizzato dall'imperatore Augusto servendosi dell'opera di Manlio Matematico, con un decreto del Senato del 13 a.C. per celebrare le conquiste della Gallia e della Spagna. Venne concluso nel 9 a.C..[1]

Il monumento era formato da una vasta piazza di circa 160 x 75 metri, pavimentata in travertino e sulla quale tracciate, con listelli di bronzo, le indicazioni delle ore oppure, probabilmente gli archi parabolici dell’analemma[2]. Utilizzava come gnomone un grande obelisco egiziano in granito rosso, dell'altezza di circa 30 metri, prelevato dalla città di Eliopoli. L'obelisco fu trasportato con grandi difficoltà via mare e poi lungo il Tevere in un lungo viaggio durato circa due anni. Sbarcato al Foro Boario, il monolito fu trascinato fino alla sua collocazione nel Campo Marzio per essere rialzato nella posizione prevista. Plinio il Vecchio ne descrisse il funzionamento[3] Ogni anniversario dalla nascita di Augusto (23 settembre), l'obelisco gettava la sua ombra sull'ingresso dell'Ara Pacis, situata nelle vicinanze.[1]

Nel Medioevo, forse nel IX secolo, l'obelisco crollò a terra, rompendosi in cinque pezzi. Riscoperto nel XV secolo, fu rialzato durante il pontificato di Pio VI, divenendo l'obelisco di Montecitorio.

Nel 1979, all'interno di una serie di cantine del Campo Marzio, fu rinvenuto ad una profondità di 8 metri un tratto dell'antica pavimentazione della piazza, riportante una linea graduata e iscrizioni in greco riferibili a simboli zodiacali[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Arte e artisti, dalla Preistoria al Trecento, Atlas. ISBN 978-88-268-1616-6.
  2. ^ Edmund Buchner, L'orologio solare di Augusto, in Rendiconti della Pontificia Accademia di Archeologia 53–54 (1980–82), pp. 331-345.
  3. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXVI, 72 ss.: Ei, qui est in campo, divus Augustus addidit mirabilem usum ad deprendendas solis umbras dierumque ac noctium ita magnitudines, strato lapide ad longitudinem obelisci, cui par fieret umbra brumae confectae die sexta hora paulatimque per regulas, quae sunt ex aere inclusae, singulis diebus decresceret ac rursus augeresceret, digna cognitu res, ingenio Facundi Novi mathematici. is apici auratam pilam addidit, cuius vertice umbra colligeretur in se ipsam, alias enormiter iaculante apice, ratione, ut ferunt, a capite hominis intellecta.
  4. ^ Buchner, op. cit.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]