Occhio secco

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occhio secco
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 370.33, 710.2
ICD-10 (EN) H19.3, M35.0
Sinonimi
ipolacrimia
Sindrome dell’occhio secco


L’ occhio secco è una patologia oculare che consiste in una riduzione quantitativa e/o in un'alterazione qualitativa del film lacrimale, che principalmente ha una funzione umettante della superficie oculare. Tale patologia può essere dannosa perché può provocare lesioni alle strutture esterne dell'occhio: il film lacrimale tende a 'frammentarsi', con conseguente esposizione alla disidratazione dell’epitelio corneale anteriore e della congiuntiva palpebrale.[1]

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

L’occhio secco è più frequente nei quarantenni[2], in chi fa uso di lenti a contatto, in coloro che usano molto il videoterminale oppure sono esposti al sole e al vento.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

I sintomi più comuni sono sensazione di sabbia (corpo estraneo) nell’occhio, arrossamento, dolore,[3] bruciore,[4] fotofobia e comparsa di ulcere (nei casi molto gravi).

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

I fattori esterni possono provocare disturbi importanti di lacrimazione. Le dislacrimie sono tutte le alterazioni del film lacrimale. Per comprendere la fisiopatologia di tali disturbi è bene accennare all’anatomia e alla fisiologia del sistema lacrimale. Le lacrime sono la sottile pellicola liquida in continuo ricambio che protegge la superficie oculare esposta. Prodotte dalle ghiandole lacrimali principali, situate nella parete supero-esterna dell’orbita, e le ghiandole lacrimari accessorie che si trovano nello stroma congiuntivale, vengono escrete tramite il dotto nasolacrimale nell’orofaringe. Il film lacrimale è composto da tre strati: uno strato acquoso intermedio, il più spesso, il cui compito più importante è quello di fornire ossigeno atmosferico all'epitelio corneale; uno strato esterno, di natura lipidica, che ha la funzione di ritardare l'evaporazione dello strato acquoso, di lubrificare le palpebre durante lo scorrimento del bulbo; uno strato mucoso profondo, che ha la capacità di trasformare l'epitelio corneale da idrofobo a idrofilo. La secrezione lacrimale ha una componente basale e riflessa. L'innervazione della ghiandola lacrimale principale è di natura parasimpatica; le afferenze periferiche sono mediate dalla branca oftalmica del trigemino. Le principali funzioni del film lacrimale interessanti questa relazione, sono quella metabolica, lubrificante e diottrica. Perché si abbia la sensazione di benessere bisogna che il sistema lacrimale sia in perfetto stato: qualsiasi alterazione provocherà discomfort oculare di varia entità. Il film lacrimale può essere alterato da fattori intrinseci o estrinseci, quindi ambientali. Essi agiscono in vario modo sulla stabilità del film lacrimale, provocando discomfort oculare con conseguente sintomatologia come bruciore, senso di corpo estraneo e lacrimazione. Questo circolo infiammatorio si autoalimenta.

Cause maggiori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Xeroftalmia.

Tra le cause maggiori di occhio secco:

  • l'età
  • Diminuzione della componente acquosa del film lacrimale, la più diffusa provocata da infiammazioni come la sindrome di Mikulicz o artrite reumatoide
  • Diminuzione della produzione della mucosa del film lacrimale, dovuta ad alterazioni della congiuntiva risultato da malattie autoimmuni come la sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Sjögren,oppure in caso di ustioni, pemfigoide oculare,[5] tipica nei paesi meno progrediti i casi di tracoma.
  • Farmaci
  • Uso eccessivo e improprio di lenti a contatto
  • Alterazione della superficie della cornea, causate da cicatrici o distrofie
  • Disfunzioni fisiologiche (delle ghiandole di Meibonio e deficit di vitamina A).

Altre minori cause sono la cosiddetta sindrome di “discomfort oculare”, ed è stato dimostrato con studi che l’essere diabetico costituisce un fattore di rischio.[6][7]

Una causa di diminuzione della lacrimazione è dovuta all'azione di alcuni farmaci quali betabloccanti, antistaminici e antidepressivi.[8]

Esami[modifica | modifica sorgente]

All'esame obiettivo oculistico si rileveranno alterazioni della congiuntiva, del film lacrimale; inoltre si possono eseguire anche test quantitativi e qualitativi: il test di Schirmer (che si esegue apponendo piccole strisce di carta assorbente sul margine palpebrale) permette di valutare la quantità delle lacrime prodotte in un dato periodo di tempo; il but test (analisi della comparsa di rotture sulla superficie del film lacrimale colorato con fluorescina) permette di avere una valutazione qualitativa del film lipidico superficiale.

Terapie[modifica | modifica sorgente]

La terapia di queste anomalie si basa sul ripristinare il film lacrimale con lubrificanti oculari (lacrime artificiali o gel umettanti). Fondamentale inoltre è la correzione delle patologie di base (oculistiche e non), la rivalutazione di terapie farmacologiche sistemiche che possono indurre dislacrimie, e la modifica di un eventuale stile di vita non corretto, in particolare dell'alimentazione - i cibi grassi influiscono sulla secrezione lacrimale negativamente - e del fumo, per la sua azione irritante diretta e indiretta. Infine al paziente è utile dare indicazioni su come ridurre i fenomeni astenopeici, come ammiccare spesso, distogliere lo sguardo dagli oggetti vicini e rivolgerlo verso quelli lontani, fare piccole pause con regolarità, verificare l'illuminazione dell'ambiente, eliminare riflessi abbaglianti, regolare umidità e ventilazione.

Per quanto riguarda i farmaci ancora oggi non è ritenuta certa la loro utilità, fatta eccezione nel caso si presenti anche la sindrome di Sjögren (nel quale caso sembra utile la somministrazione di pilocarpina cloridrato)[8]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco Peduzzi, Manuale d’oculistica terza edizione p.59, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2389-9.
  2. ^ Keratoconjunctivitis, Sicca in eMedicine, WebMD, Inc., 21 aprile 2006. URL consultato il 12 novembre 2006.
  3. ^ Michelle Meadows, Dealing with Dry Eye in FDA Consumer Magazine, U.S. Food and Drug Administration, maggio-giugno 2005. URL consultato il 16 novembre 2006.
  4. ^ Keratoconjunctivitis Sicca in The Merck Manual, Home Edition, Merck & Co., Inc., 1 febbraio 2003. URL consultato l'11 dicembre 2006.
  5. ^ Robert M. Kliegman, Hal B. Jenson, Pediatria di Nelson, 18 edizione p. 2648, Torino, Elsevier-Masson, 2009, ISBN 978-88-214-3070-1.
  6. ^ Kaiserman I, Kaiserman N, Nakar S, Vinker S, Dry eye in diabetic patients. in Am J Ophthalmol, vol. 139, nº 3, 2005, pp. 498-503, PMID 15767060.
  7. ^ Li H, Pang G, Xu Z, Tear film function of patients with type 2 diabetes in Zhongguo Yi Xue Ke Xue Yuan Xue Bao, vol. 26, nº 6, 2004, pp. 682-6, PMID 15663232.
  8. ^ a b Marco Peduzzi, Manuale d’oculistica terza edizione pag 61, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2389-9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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