Sindrome di Stevens-Johnson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Sindrome di Stevens-Johnson
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 695.1
ICD-10 (EN) L51.1
Eponimi
Albert M. Stevens
Frank C. Johnson

La sindrome di Stevens-Johnson è una reazione acuta da ipersensibilità che coinvolge la pelle e le mucose e che può essere scatenata da malattie virali o batteriche, reazione avversa a farmaci o vaccini. Attualmente è considerata una variante dell'eritema polimorfo, di cui costituisce una forma più grave.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Colpisce prevalentemente le persone durante l'infanzia e i giovani adulti.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

La causa scatenante spesso è l'uso di farmaci che scatenano una reazione allergica grave, a volte si è vista la sua comparsa in seguito ad una gravidanza, più raramente invece è una complicanza di forme tumorali.

Tra i principi attivi che possono indurre tale stato morboso vi sono Enalapril, Lisinopril, Sulfadossina, Trandolapril, Allopurinolo, Cefacloro, Cotrimossazolo (Bactrim, Septra, ecc.), Nimesulide, Nevirapina, Claritromicina, Lamotrigina.[1]

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Mentre l'eritema polimorfo si manifesta attraverso lesioni cutanee (papule o chiazze eritematose rotonde con aspetto talvolta a coccarda), nella sindrome di Stevens-Johnson la cute presenta aree di necrosi e sfaldamento e le lesioni coinvolgono anche le mucose, dalla bocca (con degenerazione crostoso-erosiva delle labbra) alle congiuntive e all'uretra. Vi è compromissione sistemica con febbre elevata, faringodinia, vomito, diarrea, artralgie. Le lesioni sono ingravescenti e lo sfaldamento cutaneo provoca la formazione di bolle spesso emorragiche. Il venir meno della barriera epidermica provoca una perdita di liquidi ed elettroliti, con un alto rischio di infezioni batteriche per l'ingresso di germi, soprattutto piogeni, dalle soluzioni di continuo della cute.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Riposo assoluto, interrompere la somministrazione del farmaco inducente la reazione, si utilizzano glucocorticoidi e analgesici. Nel caso di problemi alle vie respiratorie il paziente può essere sottoposto a ventilazione artificiale.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

La sindrome nella sua forma propria (cioè con meno del 10% della superficie corporea coinvolta) ha una bassa percentuale di mortalità (meno del 5%), mentre altre forme più gravi, come la sindrome di Lyell, possono avere un'alta percentuale di mortalità (sino al 70%).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8.
  • Tullio Cainelli, Riannetti Alberto, Rebora Alfredo, Manuale di dermatologia medica e chirurgia terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004. ISBN 978-88-386-2387-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina