OTO/Ansaldo 320/44

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da OTO/Ansaldo 320 mm/44)
320 mm/44
I cannoni prodieri dell'Andrea Doria
I cannoni prodieri dell'Andrea Doria
Tipo cannone navale
Impiego
Utilizzatori ItaliaItalia Italia
URSS URSS
Produzione
Costruttore Ansaldo · OTO
Entrata in servizio 1937 (1940)
Ritiro dal servizio 1956
Descrizione
Peso 64 tonnellate
Lunghezza canna 14,5 m
Calibro 320 mm (12.6 inch)
Peso proiettile 525 kg
Velocità alla volata 830 m/s
Gittata massima 28,6 Km (29,4 Km)
Elevazione 27° (30°)

[senza fonte]

voci di artiglierie navali presenti su Wikipedia

Il cannone da 320 mm/44 è un'arma di costruzione italiana ottenuta dalla ritubazione del cannone da 305/46 Mod. 1909 che costituiva l'armamento principale delle navi da battaglia Dante Alighieri e quelle delle classi Cavour e Duilio, costruite all'inizio della prima guerra mondiale o negli anni immediatamente precedenti. Il ricalibramento dei cannoni, consentito dal largo margine di resistenza dell'arma originale, permise di dotare le unità sulle quali venne fatto questo imponente lavoro di armi più potenti del 30% dei cannoni originali; i nuovi impianti, inoltre, ebbero la manovra elettrica in sostituzione di quella idraulica originale.[1] I cannoni avevano l'anima ricambiabile a freddo, che a causa dell'elevato consumo andava sostituita ogni 200 colpi. Altro inconveniente era la dispersione di tiro notevole, superiore ai cannoni originali, dovuta sia al peggiore rendimento termodinamico dell'arma che ai proiettili. La cadenza di fuoco era di due colpi al minuto. I cannoni originali di costruzione Elswick vennero ricalibrati dall'Ansaldo di Genova, mentre quelli di costruzione Vickers vennero ricalibrati dalla OTO di La Spezia.

320 mm/44 Modello 1934[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni trenta con la decisione da parte della Regia Marina di ricostruire le navi da battaglia della classe Cavour venne decisa anche la modifica dei cannoni originali. Il progetto di modifica dei cannoni delle Cavour è del 1934 e le navi, la cui ricostruzione venne avviata nel 1933, rientrarono in servizio nel 1937.

L’armamento principale delle Cavour era costituito da tredici cannoni da 305/46mm[2] ripartiti in cinque torri di cui tre trinate, disposte una a poppa, una a prua ed una a centro nave, e due binate sopraelevate rispetto alle due torri di poppa e di prua.

L'armamento principale[3] nei lavori di ricostruzione vide l'eliminazione della torre a centronave e la ri-tubazione delle altre torri. L'elevazione passò da 20° a 27° gradi e la gittata massima da 24 000 a 28 600 metri; le torri binate avevano un peso di 539 tonnellate mentre il peso di quelle trinate era di 733 tonnellate con una velocità di brandeggio era di 5° gradi al secondo, ma tali miglioramenti vennero in parte annullati poiché alla maggior gittata corrispose una minore precisione del tiro.

RN Giulio Cesare (artiglierie).jpg
Le artiglierie del Giulio Cesare
Cavour 22.jpg
Le artiglierie del Cavour a Punta Stilo

Il cannone è stato in uso nella Marina Sovietica dal 1949 al 1955, periodo nel quale i sovietici, in seguito al trattato di pace hanno avuto in servizio nella loro marina militare con il nome di Novorossijsk l'ex corazzata italiana Giulio Cesare.

320 mm/44 Modello 1936[modifica | modifica sorgente]

Con la decisione di ricostruire anche le navi da battaglia della Classe Duilio venne deciso anche in questo caso di ricalibrare come sulle Cavour l'armamento principale e il progetto originale del 1934 è stato rielaborato nel 1936, con alcune modifiche che ne migliorarono leggermente le prestazioni; l'elevazione da 27° raggiunse 30° e la gittata vide un aumento di circa 800 metri rispetto al modello del 1934.

La ricostruzione delle Duilio venne effettuata tra il 1937 e il 1940 e le l'armamento principale delle due unità della classe che, come quello delle Cavour, era costituito da tredici cannoni da 305/46mm[4] ripartiti in cinque torri di cui tre trinate, disposte una a poppa, una a prua ed una a cento nave, venne riconfigurate come sulle Cavour, con l'eliminazione della torre a centronave e la ri-tubazione delle altre torri.

Cannone da 320mm.jpg
I cannoni prodieri dell'Andrea Doria
Duilio320mm gun.jpg
Le artiglierie del Caio Duilio

Al termine della seconda guerra mondiale le due unità operarono nella Marina Militare Italiana fino al 1956; con il loro disarmo anche il cannone andò definitivamente in pensione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cannoni & Munizioni, URL consultato il 3 febbraio 2008.
  2. ^ Italy 12"/46 (30.5 cm) Model 1909. URL consultato il 5-5-2009.
  3. ^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3 febbraio 2008.
  4. ^ Italy 12"/46 (30.5 cm) Model 1909. URL consultato il 5-5-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Londra, Conway Maritime Press, 2002, ISBN 0-87021-459-4.
  • Siegfried Breyer, Battleships and Battle Cruisers 1905-1970, Doubleday & Company, 1973, ISBN 0-385-07247-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]