Mudrā

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Dettaglio della statua di Amitābha Buddha a Kamakura, prefettura di Kanagawa, Giappone. Le mani formano il Dhyanamudra
Mahāvairocana in una statua coreana. Le mani sono poste nel gesto di somma illuminazione Bodhyagrimudra
Statua di Buddha in Abhayamudra, Ho Phra Keo, Laos

Mudrā (Sanscrito, मुद्रा, letteralmente "sigillo"; inzō in Giapponese) è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale.

Le mudra sono utilizzate nella pratica yoga come completamento di alcuni asana (posizioni) durante le fasi meditative. Le mudrā vengono usate molto nel buddhismo tibetano, anche sotto forma di movimenti, gesti, danze che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell'illuminazione. Le mudra vengono praticate anche durante le cerimonie come ad esempio nelle cerimonie di iniziazione.

Definizione del termine[modifica | modifica sorgente]

Vi sono molte opinioni in merito all’interpretazione del termine “mudrā”; gli studiosi sostengono l’interpretazione legata all’origine etimologica del vocabolo, che identifica la posa della mano come un “sigillo”, una “stampa”, un “segno”, un “marchio”, un “simbolo”, un “gesto simbolico” oltre ad identificare nell’esoterismo, le varie divinità.

Origine[modifica | modifica sorgente]

In un racconto contenuto nei Jātaka si narra di un bodhisattva che vedendo una donna, fece un gesto per sapere se era sposata. La donna rispose sempre con un gesto che non aveva marito. È evidente che il bodhisattva stava usando un linguaggio stabilito e convenzionale di gesti eseguiti con le mani. Le mudrā erano quindi espressione di un linguaggio quotidiano, ma non solo; in seguito, esse hanno trovato la loro sistemazione anche nella danza, nello specifico nel Nātya Śāstra di Bharata.

Origine Iconografica[modifica | modifica sorgente]

La mudrā passa così da una funzione di linguaggio gestuale quotidiano ad una di esperimento di comunicazione simbolica in ambito artistico, e in seguito si trasforma da icona figurativa ad elemento rituale di cerimonie esoteriche. Attraverso le figure di Mathurā (100 a.C. – 600 d.C.) e soprattutto con le sculture del Gandhāra (100 – 400 d.C.) le mudrā diedero un grande contributo al tantrismo. Nel II secolo d.C., vi è la prima raffigurazione del buddha storico, fino ad allora era stato rappresentato come ruota della Legge, trono, colonna o albero.

Mudra nella Gheranda Samhita[modifica | modifica sorgente]

Nell'antico testo della Gheranda Samhita sono presenti 25 mudra fondamentali:

« Mahamudra, Nabhomudra, Uddiyanamudra, Jalandharamudra
Muhlabandhamudra, Mahabandhamudra, Mahavedhamudra, e Kecharimudra
Viparitakaranimudra, Yonimudra, Vajrolimudra, Shaktichalani e Tadagimudra,
Mandukimundra, Shambhavimudra, i cinque Dharana e Ashvinimudra
Pashinimudra, Kakimudra, Matangimudra e Bhujanginimudra: queste 25
mudra garantiscono agli yogin il successo in questo mondo »
(Gheranda Samhita)
  1. Mahamudra
  2. Nabhomudra
  3. Uddiyanamudra
  4. Jalandharamudra
  5. Muhlabandhamudra
  6. Mahabandhamudra
  7. Mahavedhamudra
  8. Kecharimudra
  9. Viparitakaranimudra
  10. Yonimudra
  11. Vajrolimudra
  12. Shaktichalani
  13. Tadagimudra
  14. Mandukimundra
  15. Shambhavimudra
  16. Dharana n.1
  17. Dharana n.2
  18. Dharana n.3
  19. Dharana n.4
  20. Dharana n.5
  21. Ashvinimudra
  22. Pashinimudra
  23. Kakimudra
  24. Matangimudra
  25. Bhujanginimudra

Mudra nell'Hatha Yoga Pradipika[modifica | modifica sorgente]

Nell'antico testo Hatha Yoga Pradipika, sono elencate 10 mudra fondamentali:

« Mahamudra, Mahabandha, Mahavedhamudra, Kecharimudra, Uddiyanabandhamudra,
Mulabandhamudra, Jalandharabandhamudra, Viparitakaranimudra, Vajrolimudra e Shaktichalanamudra
sono le dieci mudra distruttrici della vecchiaia e della morte.

Rivelate da Shiva celeste, conferenti gli otto poteri,
care al cuore di tutti gli uomini di potenza,
sono difficili da eseguire anche per i saggi. »
(Hatha Yoga Pradipika)
  1. Mahamudra
  2. Mahabandhamudra
  3. Mahavedhamudra
  4. Kecharimudra
  5. Uddiyanabandhamudra
  6. Mulabandha
  7. Jalandharabandha
  8. Viparitakaranimudra
  9. Vajrolimudra
  10. Shaktichalanamudra

Altri mudra[modifica | modifica sorgente]

  • Abhayamudra (semui in 施無畏印)
  • Adhimudra
  • Bhumisparsamudra (sokuchi in 觸地印): rappresenta il gesto della testimonianza della terra
  • Bodhyagrimudra : rappresenta il gesto di somma illuminazione
  • Chinmudra : rappresenta il gesto della coscienza
  • Dhyanamudra (jō in 定印): rappresenta il gesto della meditazione
  • Jnanamudra: rappresenta il gesto della conoscenza
  • Mandalamudra mudra: i quattro angoli del mondo
  • Varamudra (in giapponese segan in 施願印): il palmo della mano girato verso l'esterno, in un gesto di offerta. Aperta e vuota. Essa rappresenta sia la carità del buddha che l'espressione del vuoto.
  • Dharmacakramudrā (tenbōrin in 轉法輪印)
  • Yogamudra

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AKIYAMA, Aisaburō, Buddhist Hand-Symbol, Yokohama, Yoshikawa Bookstore, 1939;
  • Philippe Cornu in Daniela Muggia (a cura di), Dizionario del Buddhismo, traduzione dal francese di Daniela Muggia e Adalia Telara, Milano, Paravia Bruno Mondadori, 2003, ISBN 978-88-424-9374-7.
  • GAURI, Devi, Esoteric Mudrās of Japan: Mudrās of the Garbhadhātu and Vajradhātu Mandalas of Homa and Eighteen-Step Rites, and of Main Buddhas and Bodhisattvas, Gods and Goddesses of Various Sutras and Tantras, New Delhi, International Academy of Indian Culture and Aditya Prakashan, 1999;
  • KLEEN, Tyra de, Mudras the Ritual Hand Poses of the Buddha Priest and the Shiva Priests of Bali, London, Kegan Paul, 1924;
  • MIYATA, Taisen, A Study of the Ritual Mudrās in The Shingon Tradition - A Phenomenological Study on the Eighteen Ways of Esoteric Recitation (Jūhachidō Nenju Kubi Shidai: Chūin-ryū) in the Koyasan tradition, Sacramento, Koyasan Temple, 1984;
  • SAUNDERS, E. Dale, Mudrā: A Study of Symbolic Gestures in Japanese Buddhist Sculpture, Princeton, Princeton University Press, 1985 (I ed. 1960);

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]