Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad

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Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azauad
(FR) Mouvement National pour la Libération de l'Azawad
bandiera dell'Azauad
Segretario Bilal Ag Acherif
Presidente Mahmoud Ag Aghaly
Portavoce Moussa Ag Acharatoumane
Stato Mali Mali
Fondazione ottobre 2011
Ideologia Indipendentismo Azauad
Seggi Assemblea Nazionale
0 / 160
 (2007)

Il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (tamazight: Tankra n Tumast i Aslalli n Azawad; francese: MNLA, Mouvement National de libération de l'Azawad) è una organizzazione militare e politica maliana, fondata il 16 ottobre 2011 sulla scia del Movimento Nazionale dell'Azawad, che punta all'autodeterminazione e all'indipendenza del territorio dell'Azawad.[1] È in guerra con l'esercito del Mali e secondo alcune voci una parte del suo armamento proverrebbe dagli arsenali di armi che hanno preso a circolare in Libia durante la rivoluzione contro Gheddafi[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo un comunicato ufficiale del MNLA del 21 gennaio 2012, il suo stato maggiore è costituito da reduci della rivolta del 1990 (MFUA, "Movimenti e fronti unificati dell'Azawad") e di quella del 2006 (MTNM, "Movimento tuareg Nord-Mali"), da combattenti provenienti dalla Libia, in gran parte anti-Gheddafi, di volontari di diverse etnie (tuareg, songhai, peul e mauri), oltre ad ex-ufficiali e soldati che hanno disertato dall'esercito del Mali.[3]

Il 6 aprile 2012 il MNLA ha dichiarato[4] l'indipendenza delle provincie settentrionali del Mali, non riconosciuta dall'ONU, né da alcuno stato. Il movimento, di ispirazione laica e democratica, ha inizialmente tra i suoi obiettivi la lotta a Al-Qaeda, che avrebbe invece goduto della compiacenza del governo maliano[5].

Azawad

La guerra civile ha portato però l'etnia tuareg (laica) del Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad, ad allearsi con alcune frazioni fondamentaliste, (gli Ansar Dine[6] guidati da Iyad ag Ghali,) - che aderiscono al Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, poi denominato al-Qa'ida nel Maghreb islamico. Il 27 maggio 2012, Ansar Dine e MNLA annunciano la loro fusione con un "protocollo d'intesa". Questo indica che "Ansar Dine e MNLA proclamano la loro auto-scioglimento creando il Consiglio di transizione dello Stato islamico Azauad "

Combattenti dell'MNLA

Vengono distrutte numerose reliquie della locale tradizione sufi e le tombe stesse (marabutti) di alcuni "santi" musulmani (tra cui l'antico mausoleo dedicato ad Alpha Moya[7] e le sepolture di Sidi Mahmud, Sidi el-Mukhtar, Sidi Elmety, Mahamane Elmety e Shaykh Sidi Amar),[8] a causa dell'accesa ostilità iconoclastica del Wahhabismo verso qualsiasi forma di culto, che non sia rivolta ad Allah, considerata una bestemmia. Questo terrorizza le popolazioni locali a nord del Mali, in maggioranza tuareg.

Il MNLA dopo uno scontro per il controllo di Gao, perde rapidamente in pochi mesi il controllo di questi territori a favore dei movimenti salafiti Ansar Dine e al-Qa'ida nel Maghreb islamico. Bilal Acherif Ag, Segretario Generale del MNLA, viene ricevuto a Parigi da diversi diplomatici francesi per chiedere un sostegno materiale per la lotta contro gli islamisti.

Nel gennaio 2013 con l'Operazione Serval contro i fondamentalisti, il MNLA dichiara di essere disposto a "lavorare con la Francia per l'eradicazione di gruppi terroristici", però, si rifiuta di lasciare entrare l'esercito del Mali nei territori sotto il suo controllo, per "paura di rappresaglie contro i civili" [9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]Comunicato numero uno del MNLA Mali, proseguono incursioni Tuareg: attaccate altre due città - Africa - La Presse
  2. ^ L’ultima eredità di Gheddafi: uno Stato per gli uomini blu - Esteri - ilGiornale.it
  3. ^ "Le MNLA (Mouvement national pour la libération de l’Azawad), tient à préciser qu’au sein de son Etat-major figure en même temps d’anciens rebelles des révoltes des années 1990 (Mouvements et fronts unifiés de l’Azawad - MFUA), de 2006 (Mouvement touareg Nord-Mali - MTNM) de feu Ibrahim Ag Bahanga, des combattants revenus de la Libye mais qui ont largement participé à la libération de ce pays, des volontaires issus des différentes ethnies (Touareg, Songhaï, Peuhl et Maure) du Nord-Mali (Azawad) et des officiers et soldats déserteurs de l’armée malienne." (Comunicato riprodotto per esteso in: Les combattants du MNLA ne sont pas des mercenaires Libyens, articolo di Masin, 22 gennaio 2012, dal sito Tamazgha.fr).
  4. ^ Déclaration D’Indépendance De L'Azawad
  5. ^ "Non esiste alcuna relazione tra il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azauad (MNLA) e Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI)" (MNLA-Mercenaires-AQMI: La communauté internationale rejette la propagande Malienne, articolo di Acherif Ag Intakwa, 30 gennaio 2012, sul sito dell'agenzia Toumastpresse).
    "E soprattutto, l'Azauad dovrà fare ciò che nessuno stato della regione ha fin qui fatto: sbarazzarsi dei terroristi di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI). Questi terroristi che infestano oggi l'Azauad hanno potuto farlo con la benedizione del colonizzatore Mali, che vedeva in essi un'opportunità per trarre sempre più benefici dall'occidente con il pretesto della lotta al terrorismo (che non ha mai intrapreso) e soprattutto un mezzo per distruggere completamente il tessuto sociale ed economico dell'Azauad". (Après l'indépendance de l'Azawad, débute le nettoyage contre les terroristes d'AQMI (articolo di Abdoussalam Ag Inawelene, 08 aprile 2012, sul sito dell'agenzia Toumastpresse)
  6. ^ Ossia Ansar al-Din, "Ausiliari della religione", in ricordo degli Anṣar medinesi, che, convertitisi all'Islam, furono i più strenui alleati del profeta Maometto
  7. ^ su ITV News del 6 giugno 2012
  8. ^ Egypt News del 1°-7-2012.
  9. ^ http://www.lematindz.net/news/10878-le-mnla-controle-kidal-et-dautres-villes.html

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]