Michael Donald

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Michael Donald (29 maggio 1962Mobile, 21 marzo 1981) è una delle tante persone di colore uccise dal nuovo Ku Klux Klan negli anni ottanta. Fu scelto a caso come vittima di un linciaggio da due appartenenti al KKK, che lo massacrarono e lo impiccarono a Mobile, in Alabama.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Poco prima della sua morte un uomo di colore era accusato di aver ucciso un poliziotto bianco. L'imputato fu assolto, ma secondo gli esponenti locali del Ku Klux Klan c'erano prove sufficienti per condannarlo a morte: delusi dalla sentenza, i membri del KKK decisero di vendicarsi di un crimine probabilmente mai commesso. Bennie Hays, un importante rappresentante del Klan, giustificò tale omicidio dicendo: "Se un negro l'ha fatta franca dopo aver ucciso un bianco, i bianchi possono farla franca per aver ucciso un negro".

I figli di Bennie Hays, Henry (che all'epoca dei fatti aveva 27 anni) e James detto "Tiger" (che aveva appena 17 anni) guidarono intorno la città di Mobile cercando una vittima da sacrificare alla "causa bianca": a notte fonda incontrarono Michael Donald, che stava tranquillamente tornando nella propria casa, e decisero di aggredirlo, di ucciderlo con un taglio alla gola e di impiccarlo ad un albero. Michael Donald non aveva niente a che fare con l'omicidio del poliziotto, ma i fratelli Hays si erano messi in testa di uccidere un nero qualunque da usare come capro espiatorio. Contemporaneamente ai fatti, altri membri del KKK bruciarono case e giardini appartenenti a gente di colore: i responsabili di tali appiccamenti di fuoco furono arrestati due anni e mezzo dopo.

Henry Hays dapprima non confessò, poi lo fece ma si dichiarò non pentito dell'accaduto e fu per questo condannato a morte con la sedia elettrica il 6 giugno 1997. James Hays invece confessò e chiese scusa per il suo gesto, riuscendo in tal modo ad evitare la condanna a morte e ad ottenere l'ergastolo. I complici dei fratelli assassini furono costretti a pagare una multa di 7 milioni di dollari: dopo il pagamento di questa ammenda il Ku Klux Klan entrò in bancarotta.[senza fonte]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 63436954 LCCN: n2006056569

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