Mezzogiorno

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« Il governo d'Italia è stato vigliacco, col Mezzogiorno. Sa di poter osare tutto quaggiù; e, nel fatto, può tutto osare, e tutto osa quaggiù. Ormai il governo dispone del Mezzogiorno elettorale. In venti anni lo ha, elettoralmente, demoralizzato. »
« Io ho capito pure perché ci hanno chiamato Mezzogiorno di Italia, si per essere sicuri che a qualsiasi ora scendevano al sud si trovavano sempre in orario per mangiarci sopra, perché quelli dicono è mezzogiorno… siamo in orario! »
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Mezzogiorno
Stati: Bandiera dell'Italia Italia
Regioni amministrative: [[File:{{Naz/{{{regione}}}|a}}|Bandiera {{Naz/{{{regione}}}|b}}{{Naz/{{{regione}}}|c}}|border|20px]] [[{{Naz/{{{regione}}}|e}}|{{Naz/{{{regione}}}|c}}]]
Territorio: La parte meridionale della penisola italiana e le isole.
Capoluogo: {{{capoluogo}}}
Superficie: 123.059 km²
Abitanti: 20.855.676  (31-01-09)
Densità: 169,47 ab./km²
Status: {{{status}}}
Lingue: {{{lingue}}}

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Il termine Mezzogiorno d'Italia definisce comunemente da un punto di vista geografico ma soprattutto economico e sociale il territorio che comprende[1] la parte meridionale della Penisola italiana, cioè il territorio dell'ex Regno delle Due Sicilie (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia). Per la classificazione economica dell'Istat il territorio della Sardegna è da inserire tra quelli che compongono il Mezzogiorno d'Italia[2], mentre per la classificazione demografica, sempre dell'istituto di statistica, fa parte dell'Italia insulare[3]. Geograficamente, invece, viene inserita nell'Italia centrale. In realtà, il termine originario indicava quelle aree della penisola italiana che, dopo la seconda guerra mondiale, hanno usufruito di speciali fondi per lo sviluppo economico: tra questi, ad esempio, erano presenti anche aree sottosviluppate del centro e nord Italia. Il termine ha successivamente assunto il significato di sud Italia.

Lo sviluppo di questa macroregione italiana è oggetto di studi da parte di Istituzioni specializzate come la Svimez[4] con sede a Roma e l'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno[5] con sede a Napoli.

Indice

[modifica] Territorio

Secondo la classificazione statistica ufficiale NUTS (adottata dell'EUROSTAT e dell'ISTAT), l'Italia meridionale comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Secondo la medesima classificazione la Sicilia e la Sardegna appartengono all'Italia insulare.

Nell'uso comune il Mezzogiorno comprende i territori che appartenevano al Regno delle Due Sicilie e la Sardegna che, a livello culturale-linguistico ha una storia particolare e unica, ma per le sue caratteristiche economiche è assimilabile alle altre regioni meridionali.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

[modifica] Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Italia meridionale e Italia insulare.
Mezzogiorno d'Italia dal satellite

Il Mezzogiorno confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche e a sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la pianura del Sele, la Pianura salentina, la Piana di Metaponto, la Piana di Sibari e la Piana di Sant'Eufemia.

È attraversato da nord a sud dalla catena montuosa degli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, Monte Amaro 2.793 m , Monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il Monte Terminio 1.783 m ed il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, serra Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 2.000 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m (Appenino calabro), Aspromonte e Peloritani (App. Calabro inferiore); un massiccio oltre 1.900 m e l'altro oltre 1.200 m, il monte Cervati 1899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento.

I mari che bagnano le regioni Meridionali sono Adriatico, Jonio, Tirreno.

Le città che hanno ottenuto il riconoscimento di città metropolitana, sono: Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria.

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle coste e continentale all'interno.

[modifica] Storia

Province delle Due Sicilie nel 1454

In seguito all'Unità d'Italia, le problematiche legate all'arretratezza socio-economica dell'ex Regno delle Due Sicilie, fortemente aggravata dal processo unitario per l'espoliazione delle ricchezze del regno da parte dei Savoia a favore della parte settentrionale del paese, diedero origine, a partire dal 1870, alla famosa questione meridionale e ad una corrente di pensiero e ricerca storica detta meridionalismo. Prima dell'Unità d'Italia infatti, mentre il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo pur avendo una "spesa sociale" non indifferente, lo Stato dei Savoia invece aveva un ingente debito pubblico che poi divenne la base del debito pubblico italiano[6].

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe. La crisi agraria fu determinata dal crollo delle esportazioni dei prodotti agrari a causa della politica nazionale a favore delle industrie. I primi governi nazionali favorirono le imprese del nord con una politica di dazi sui manufatti industriali stranieri: senza dazi alle frontiere, infatti, i manufatti nazionali erano molto più costosi di quelli stranieri La politica di governo - che già aveva trasferito fisicamente fabbriche dal sud al nord (un esempio celebre sono i cantieri navali campani, ricostruiti in Liguria) - causò però la reazione dei paesi stranieri che introdussero dazi sui prodotti italiani, causando la rovina del settore agricolo meridionale e veneto. Le esportazioni di prodotti agrari crollarono. Le campagne furono letteralmente abbandonate e iniziò la piaga dell'emigrazione[7][8][9][10][11].

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Dopo l'avvento dello Stato, dunque, venne istituito negli anni '50 un apposito ente pubblico che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, che soprattutto nei suoi primi venti anni di vita aveva contribuito a ridurre il divario tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese, è cessata negli anni '90 ed è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni '70.

[modifica] Popolazione

La popolazione totale del Mezzogiorno (secondo i rilevamenti Istat del 30 aprile 2009) ammonta a 20.858.337 abitanti[12] suddivisa come segue:

[modifica] Regioni

Regione Popolazione Capoluogo
Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo 1.335.247 L'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata 590.373 Potenza (Italia)-Stemma.png Potenza
Coat of arms of Calabria.svg Calabria 2.008.362 Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Regione-Campania-Stemma.svg Campania 5.813.431 Napoli-Stemma.png Napoli
Regione-Molise-Stemma.svg Molise 320.646 Stemma campobasso città rosso.png Campobasso
Regione-Puglia-Stemma.png Puglia 4.079.711 Bari-Stemma.png Bari
Sardegna-Stemma.svg Sardegna 1.670.507 Cagliari-Stemma.png Cagliari
Sicilia-Stemma.png Sicilia 5.037.399 Palermo-Stemma.png Palermo

[modifica] Demografia

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei 10 comuni con il maggior numero di abitanti del Mezzogiorno (inteso in termini statistici), aggiornati al 31 gennaio 2009.

Città Popolazione Regione
Napoli 963.703 Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Palermo 659.039 Sicilia-Stemma.png Sicilia
Bari 320.608 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Catania 296.303 Sicilia-Stemma.png Sicilia
Messina 243.392 Sicilia-Stemma.png Sicilia
Taranto 194.115 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Reggio Calabria 185.701 Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Cagliari 157.279 Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Foggia 153.196 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Salerno 140.238 Regione-Campania-Stemma.svg Campania

Disponibili dati anche delle dieci province più abitate del Mezzogiorno.

Provincia Popolazione Regione
Provincia di Napoli 3.074.375 Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia di Bari 1.251.072 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Provincia di Palermo 1.244.680 Sicilia-Stemma.png Sicilia
Provincia di Salerno 1.104.825 Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia di Catania 1.081.915 Sicilia-Stemma.png Sicilia
Provincia di Caserta 901.420 Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia di Lecce 812.658 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Provincia di Cosenza 733.508 Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia di Foggia 682.260 Regione-Puglia-Stemma.png Puglia
Provincia di Messina 654.601 Sicilia-Stemma.png Sicilia

[modifica] Note

  1. ^ La programmazione dei fondi strutturali comunitari
  2. ^ Classificazione economica ISTAT. URL consultato il 23-10-2009.
  3. ^ Classificazione demografica ISTAT. URL consultato il 23-10-2009.
  4. ^ Sito Svimez
  5. ^ Sito SRM
  6. ^ Denis Mack Smith, Storia d'Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998. ISBN 8842053457
  7. ^ Gigi Di Fiore, Controstoria dell'Unità d'Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento, Milano, Ed. Rizzoli, 2007. ISBN 9788817018463
  8. ^ Carlo Scarfoglio, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia, Firenze, Parenti, 1953. ISBN 54005018
  9. ^ Giuseppe Ressa, Il Sud e l'Unità d'Italia. URL consultato il 23-10-2009.
  10. ^ Carlo Alianello, La conquista del Sud, Milano, Rusconi Editore, 1072. ISBN 8818700332
  11. ^ Nicola Zitara, L'unità truffaldina. URL consultato il 23-10-2009.
  12. ^ Bilancio demografico 31-01-09, dati ISTAT.

[modifica] Voci correlate

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