Mezzogiorno

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« Il governo d'Italia è stato vigliacco, col Mezzogiorno. Sa di poter osare tutto quaggiù; e, nel fatto, può tutto osare, e tutto osa quaggiù. Ormai il governo dispone del Mezzogiorno elettorale. In venti anni lo ha, elettoralmente, demoralizzato. »
Mezzogiorno
Stati: Bandiera dell'Italia Italia
Regioni amministrative: [[File:{{Naz/{{{regione}}}|a}}|Bandiera {{Naz/{{{regione}}}|b}}{{Naz/{{{regione}}}|c}}|border|20px]] [[{{Naz/{{{regione}}}|e}}|{{Naz/{{{regione}}}|c}}]]
Territorio: La parte meridionale della penisola italiana e le isole.
Capoluogo: {{{capoluogo}}}
Superficie: 123.059 km²
Abitanti: 20.856.244  (31-12-08)
Densità: 169,48 ab./km²
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Lingue: {{{lingue}}}

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Il termine Mezzogiorno d'Italia definisce da un punto di vista geografico ma soprattutto economico e sociale il territorio che comprende[1] la parte meridionale della Penisola italiana, cioè il territorio dell'ex Regno delle Due Sicilie più la Sardegna (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e delle isole maggiori (Sicilia e Sardegna).

Lo sviluppo di questa macroregione italiana è oggetto di studi da parte di Istituzioni specializzate come la Svimez[2] con sede a Roma e l'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno[3] con sede a Napoli.

Indice

[modifica] Territorio

Secondo la classificazione statistica ufficiale NUTS (adottata dell'EUROSTAT e dell'ISTAT), l'Italia meridionale comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

Secondo la medesima classificazione la Sicilia e la Sardegna appartengono all'Italia insulare.

Nell'uso comune il Mezzogiorno comprende i territori che appatenevano al Regno delle Due Sicilie, comprendendo nel suo territorio anche l'Abruzzo, che da un punto di vista strettamente geografico appartiene all'Italia centrale; e la Sardegna che, a livello culturale-linguistico ha una storia particolare e unica, ma per le sue caratteristiche economiche e naturalmente geografiche, è assimilabile alle altre regioni meridionali.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

Nel periodo in cui ha operato la Cassa del Mezzogiorno i comuni a sud di Roma, pur non considerati appartenenti al Mezzogiorno italiano in senso stretto in quanto comuni del Lazio, hanno usufruito dei sussidi della Cassa.

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi le voci Italia meridionale e Italia insulare.
Mezzogiorno d'Italia dal satellite

Il Mezzogiorno confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche e a sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la Pianura salentina, la Piana di Metaponto, la Piana di Sibari e la Piana di Sant'Eufemia.

È attraversato da nord a sud dalla catena montuosa degli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, Monte Amaro 2.793 m , Monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il Monte Terminio 1.783 m ed il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, serra Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 2.000 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m (Appenino calabro), Aspromonte e Peloritani (App. Calabro inferiore); un massiccio oltre 1.900 m e l'altro oltre 1.200 m, il monte Cervati 1899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento.

I mari che bagnano le regioni Meridionali sono Adriatico, Jonio, Tirreno.

Le città che hanno ottenuto il riconoscimento di città metropolitana, sono: Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria.

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle coste e continentale all'interno.

[modifica] Storia

Province delle Due Sicilie nel 1454

In seguito all'Unità d'Italia, le problematiche legate all'arretratezza socio-economica dell'ex Regno delle Due Sicilie, causate anche dal processo unitario per l'espoliazione delle ricchezze del regno da parte dei Savoia a favore della parte settentrionale del paese, diedero origine, a partire dal 1870, alla famosa questione meridionale e ad una corrente di pensiero e ricerca storica detta meridionalismo. Tale corrente di pensiero nacque dalla considerazione che prima dell'Unità d'Italia, mentre il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo pur avendo una "spesa sociale" non indifferente, lo Stato dei Savoia invece aveva un ingente debito pubblico che poi divenne la base del debito pubblico italiano[4].

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe.

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Dopo l'avvento della Stato, dunque, venne istituito negli anni '50 un apposito ente statale che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, cessata negli anni '90, è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni '70.

[modifica] Popolazione

La popolazione totale del Mezzogiorno (secondo i rilevamenti Istat del dicembre 2008) ammonta a 20.856.244 abitanti[5] suddivisa come segue:

[modifica] Regioni

Regione Popolazione Capoluogo
Abruzzo 1.334.675 L'Aquila
Basilicata 590.601 Potenza
Calabria 2.008.709 Catanzaro
Campania 5.812.962 Napoli
Molise 320.795 Campobasso
Puglia 4.079.702 Bari
Sardegna 1.671.001 Cagliari
Sicilia 5.037.799 Palermo


[modifica] Demografia

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei 10 comuni con il maggior numero di abitanti del Mezzogiorno (inteso in termini statistici), aggiornati al dicembre 2008.

Città Popolazione Regione
Napoli 963.661 Campania
Palermo 659.433 Sicilia
Bari 320.677 Puglia
Catania 296.469 Sicilia
Messina 243.381 Sicilia
Taranto 194.021 Puglia
Reggio Calabria 185.621 Calabria
Cagliari 157.297 Sardegna
Foggia 153.239 Puglia
Salerno 140.489 Campania

Disponibili dati anche delle dieci province più abitate del Mezzogiorno.

Provincia Popolazione Regione
Provincia di Napoli 3.074.375 Campania
Provincia di Bari 1.601.412 Puglia
Provincia di Palermo 1.244.680 Sicilia
Provincia di Salerno 1.106.099 Campania
Provincia di Catania 1.084.977 Sicilia
Provincia di Caserta 904.197 Campania
Provincia di Lecce 812.658 Puglia
Provincia di Cosenza 733.508 Calabria
Provincia di Foggia 682.260 Puglia
Provincia di Messina 654.601 Sicilia

[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ [2]
  3. ^ [3]
  4. ^ Denis Mack Smith, Storia d'Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998. ISBN 8842053457
  5. ^ Bilancio demografico 31-12-2008, dati ISTAT.

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