Melusina

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Melusine, Julius Hubner
« "“Da dove credi dunque che vengano, venissero - le Melusine delle campagne dei boschi delle valli? - Le Melusine delle vecchie montagne? - Gentili fumacchi impalpabili come aerei semi - fanno da staffetta agli uomini poverelli - verso le ultime postreme stazioni confinarie… …Vengono dai piccoli pertugi neri - del tronco preistorico e secco - perlustrato dalle formiche a miriadi… …O se la campagna vede scendere la sera, - e i ciuffi i gruppi di faggi di carpini di querce - di alberi antichi stanchi strampalati - si rinchiudono neri, - allora dalle radici dei fossi escono le Melusine." »
(Dino Buzzati, Poema a fumetti)

La Melusina è una mitica figura leggendaria del Medioevo, fata spirito o essere mitologico.

La narrazione di base presuppone che le Melusine sposino un cavaliere a condizione di un tabù particolare: non essere viste nella loro vera forma, quella di una fata dell'acqua di solito ibridata con il serpente. La rottura del tabù della Melusina, fonte della autorità e della ricchezza cavalleresca può condurlo alla rovina, e portare la fata alla fuga, e alla perdita della coda di serpente trasformata in coda di pesce.

Le più antiche notizie sulla natura delle melusine sono dal XII Secolo. Possibili origini si trovano già in saghe pre-cristiane, greche, celtiche, così come nella cultura del Vicino Oriente. In qualità di leggenda storico-genealogica risale alla famiglia Lusignano dalla regione francese di Poitou.

Nel corso del tempo, i testi sono cambiati drasticamente. Apparsa come fata o spirito nei romanzi cortesi del Medio Evo, divenne progenitrice cristianizzata di alcune famiglie sempre più frequentemente. in seguito, in tempi successivi, venne data più enfasi al tragico amore. Fino al XX secolo le Melusine furono straordinariamente popolari in alcune culture europee. Adattamenti del nome esistono in molte lingue europee. In seguito persero in parte importanza.

In alcune leggende francesi "Melusine" è una fata, ultima di tre gemelle. Il padre era il re d'Albania, mentre la madre era una fata. Quest'ultima aveva espressamente richiesto al marito di non entrare per nessun motivo nella stanza del parto finché lei stessa non acconsentisse. Essendo stata disubbidita l'abbandonò portandosi con sé le figlie. Non contenta, Melusina, condannò il padre per le sofferenze recate alla famiglia mandandolo in esilio all'interno di una montagna, e la madre la punì trasformandola fino al giorno del giudizio metà in donna e metà in serpente.

Araldica[modifica | modifica sorgente]

In araldica, la melusina (nome comune) è una figura immaginaria ispirata alla fata Melusina che ha perduto la sua coda di serpente per una coda di pesce. Diviene così una variante della sirena da cui differisce solo per l'acqua del bagno: il mare ondoso della sirena è un tino da bagno per la melusina. Alcuni autori danno il nome di melusina alla sirena con la coda doppia.

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