Marino di Tiro

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Marino di Tiro (in greco antico Μαρῖνος ὁ Τύριος, traslitterato in Marìnos ò Tìrios; Tiro, seconda metà del I sec. d. C. – prima metà del II sec. d. C.) è stato un geografo e cartografo greco antico, che conosciamo solo attraverso la Geografia di Tolomeo.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Non conosciamo nulla della vita di Marino, ma dalle informazioni geografiche che Tolomeo trae dalla sua opera si può dedurre che abbia lavorato intorno al 100. Visse sicuramente sotto Traiano, poiché la sua documentazione si arresta alle guerre daciche e ignora quelle partiche.[1].

L'opera geografica[modifica | modifica wikitesto]

Marino di Tiro aveva realizzato una carta geografica del mondo conosciuto (oikoumene) che anticipava diverse caratteristiche dell'opera geografica di Tolomeo. In particolare Tolomeo segue Marino nello scegliere come estremità occidentale del mondo abitato, e come meridiano di riferimento, quello passante per le Isole Fortunate e come limite settentrionale il parallelo di Thule. Anche verso Sud e verso Est le località estreme considerate sono grosso modo le stesse per i due geografi. Non altrettanto può però dirsi per le loro coordinate: la differenza di longitudine tra le Isole Fortunate e le località asiatiche più orientali considerate (in Cina e in Indocina), che Tolomeo stima in 180°, era stata infatti considerata da Marino pari a 225°.

Marino di Tiro aveva stimato 500 stadi la lunghezza di un grado di meridiano, rifiutando il valore di 700 stadi che era stato determinato da Eratostene e accolto da Ipparco. Anche in questo caso la sua scelta sarà fatta propria da Tolomeo.

Invenzione della proiezione cartografica cilindrica[modifica | modifica wikitesto]

Per realizzare le sue carte Marino aveva usato una semplice proiezione cilindrica equidistante, nella quale meridiani e paralleli sono rappresentati con segmenti che formano un reticolo quadrato. Questa scelta sarà considerata accettabile da Tolomeo solo per le carte regionali e non per la carta generale del mondo abitato.

Lo storico arabo al-Masʿūdī, del X secolo, afferma di aver visto un'opera di Marino contenente carte geografiche, ma Berggren e Jones[2] ritengono che l'opera vista dallo studioso arabo fosse una ricostruzione effettuata sulla base delle informazioni trasmesse da Tolomeo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J.Lennart Berggren, Alexander Jones, op.cit., pp.23-24
  2. ^ J.Lennart Berggren, Alexander Jones, op.cit., p.23, nota 24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonte[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura secondaria[modifica | modifica wikitesto]

  • J.Lennart Berggren, Alexander Jones, Ptolemy's Geography. An annotated Translation of the Theoretical Chapters . Princeton University Press, 2000.

Controllo di autorità VIAF: 5318017

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