Maledette piramidi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maledette piramidi
Titolo originale Pyramids
Autore Terry Pratchett
1ª ed. originale 1989
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale inglese
Ambientazione Mondo Disco
Protagonisti Pteppic
Serie Mondo Disco
Preceduto da Sorellanza stregonesca
Seguito da A me le guardie!

Maledette piramidi (in inglese Pyramids) è il settimo romanzo della serie del Mondo Disco, un ciclo fantasy comico dello scrittore britannico Terry Pratchett.

Uscito nel 1989, il libro è stato tradotto in italiano da Pier Francesco Paolini ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1994 da Sonzogno. Nel 2004 è stato ripubblicato da TEA (editore) sulla collana Teadue.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Pteppic (pronunciato e spesso scritto Teppic), dopo aver studiato nella Gilda degli Assassini ad Ankh-Morpork, torna nel regno di Djelibeybi (un'equivalente dell'antico Egitto nel Mondo Disco) e, in seguito alla morte del padre, diventa faraone.

Il giovane Teppic si trova subito in contrasto con il sommo sacerdote Dios. Il primo cerca di introdurre nel proprio paese le innovazioni che ha conosciuto nella più moderna Ankh-Morpork, mentre il secondo vuole mantenere le tradizioni e, di fatto, occuparsi di governare il regno.

In seguito a vari avvenimenti, Teppic fugge ad Efebe con la giovane Ptraci (o Traci), mentre il regno di Djelibeybi scompare dal Mondo Disco, rendendo confinanti le nazioni di Efebe e Tsort e riaccendendo la rivalità tra i loro abitanti.

Teppic riesce a tornare nel proprio regno, dove tutte le credenze sono nel frattempo diventate vere, riportando in vita tutti i faraoni passati. La Grande Piramide, causa dei sommovimenti, viene distrutta, il sommo sacerdote viene mandato indietro nel tempo, a fondare la religione di cui stava mantenendo la tradizione, e Djelibeybi riprende il proprio posto nel Mondo Disco.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]