Liquore amaretto

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Il termine liquore Amaretto indica un liquore italiano aromatico a base di erbe e mandorle amare.

Non si deve confondere con l'amaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come molte ricette a base di mandorle, è di antichissima tradizione e affonda le sue origini nel 1500. Nella città di Saronno venne commissionato al pittore Bernardino Luini un affresco che ritrae la Madonna e l'Adorazione dei magi. L'affresco è tutt'oggi visibile nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. La leggenda narra che nel periodo in cui il pittore soggiornò a Saronno alloggiasse presso una locandiera di particolare bellezza, di cui si innamorò al punto da usarla come modella per la sua Madonna. Per ringraziarlo, lei gli offrì un elisir di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy che venne immediatamente apprezzato e si diffuse in pochissimo tempo. Il liquore mantenne quindi un significato di affezione e amicizia ed è oggi uno dei prodotti italiani più diffusi all'estero. Non viene tradotto e il nome resta invariato in tutte le lingue. Nella città di Saronno ha sede lo storico stabilimento dell'azienda Illva Saronno S.p.a., produttrice del liquore con il marchio "Disaronno".

Una mignonette con la dicitura "Amaretto"

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il liquore Amaretto non è un liquore distillato, ma un preparato per infusione in base alcolica, come il Nocino o il Limoncello, per tale motivo è molto diffusa anche la preparazione casalinga che ha diverse varianti, la più diffusa è quella di utilizzare anche albicocche oltre le mandorle amare. Il sapore del liquore ricorda lontanamente il marzapane e ha una gradazione alcolica di 28% vol. Viene bevuto liscio, con o senza ghiaccio e talvolta usato per preparare cocktail, come per esempio il Messicano o il Godfather[1], ma è prevalentemente indicato a essere miscelato in bevande a base di caffè.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricetta del celebre cocktail God Father a base di Amaretto. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  2. ^ Cocktail - Giunti editore, Firenze (2009).

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