Lipophrys trigloides

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Bavosa capone
Paralipophrys trigloides (Stefano Guerrieri).jpg

Paralipophrys trigloides head.JPG

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Blennioidei
Famiglia Blenniidae
Genere Paralipophrys
Specie P.trigloides
Nomenclatura binomiale
Paralipophrys trigloides
Valenciennes, 1836
Sinonimi

Blennius trigloides,Lipophrys trigloides

La bavosa capone (Lipophrys trigloides) è un pesce di mare della Famiglia Blenniidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è comune nel mar Mediterraneo e sulle coste italiane. È diffusa anche nell'Oceano Atlantico orientale tra il golfo di Guascogna e le isole Canarie. Manca nel mar Nero.

È un pesce strettamente costiero e non scende mai a più di 1 m di profondità; vive tra gli scogli e le alghe, spesso nella zona di marea.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è del tutto priva di tentacoli sopraorbitari ma ha un tentacolo nasale sfrangiato in vari filamenti. La fronte è particolarmente ripida, la testa molto grande e gli occhi sporgenti le danno un'aria molto particolare ed inconfondibile, con un profilo non dissimile a quello di una gallinella.

La livrea è variabile, su fondo brunastro pallido marmorizzato e striato di scuro. In estate i riproduttori hanno un orlo rosso vivo alla pinna anale. Spesso la livrea è piuttosto simile a quella degli esemplari di bavosa galletto viventi nello stesso ambiente, riconoscibili a colpo d'occhio per la diversa forma della testa.

La taglia raggiunge i 10 cm.

3 esemplari fotografati in pochi centimetri d'acqua

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Avviene in primavera. Le larve hanno pinne pettorali giallo vivo con fitti puntini neri; fanno vita pelagica.

alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Carnivora basata su Crostacei.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Molto sospettosa, si rifugia in una cavità non appena disturbata. Come la bavosa galletto questa specie esce frequentemente dall'acqua nelle notti estive, può restarvi senza danni fino a 10 ore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

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