Le fantasticherie del passeggiatore solitario

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Le fantasticherie del passeggiatore solitario
Titolo originale Les Rêveries du promeneur solitaire
Reveries-Rousseau.jpg
Autore Jean-Jacques Rousseau
1ª ed. originale 1782
Genere Autobiografia
Lingua originale francese

Le fantasticherie del passeggiatore solitario è un'opera incompiuta di Jean-Jacques Rousseau scritta tra il 1776 e il 1778.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'opera, pubblicata postuma, venne scritta nell'ultima fase della vita dello scrittore e filosofo ginevrino Jean-Jacques Rousseau. È l'ultimo dei suoi scritti, essendo stata progettata la parte finale probabilmente un paio di settimane prima della sua morte, perciò il lavoro è incompiuto. La sua redazione è stabilita intorno agli ultimi due anni della sua vita, fino al suo rifugio nel castello di Ermenonville: di natura solitaria e un po' paranoica l'autore, nonostante una reputazione in crescita, fu costretto all'esilio dopo la poca accoglienza dei suoi dialoghi, o forse anche a causa della morte di Louis François de Bourbon (chiamato il principe di Conti) nell'estate 1776.

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

Le fantasticherie del passeggiatore solitario sono al tempo stesso un'autobiografia e una riflessione filosofica: costituiscono un insieme di un centinaio di pagine.

L'autore adopera generalmente la prima persona singolare apportando per mezzo di digressioni alcuni dettagli sulla sua vita. Il libro è costituito da dieci capitoli, o passeggiate, di diversa lunghezza, che fungono da riflessioni sulla natura dell'uomo e del suo spirito. Rousseau, attraverso questo libro, presenta la filosofia della visione della felicità, vicina alla contemplazione dello stato di atarassia, attraverso un relativo isolamento, una vita tranquilla e, soprattutto, un rapporto armonico con la natura, sviluppato dalla passeggiata, dalla contemplazione e dalla fitoterapia.

Queste fantasticherie cercano di suscitare nel lettore un sentimento di empatia tale da permettere, attraverso l'autore, di conoscere meglio sé stessi.

Anche se l'opera segue cronologicamente le Confessioni, sarebbe riduttivo racchiudere le due opere nella stessa categoria: queste ultime, entrambe postume, volevano innanzitutto far luce sul Rousseau-cittadino e sulla sua vita.

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