Latta

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Generale
Nome latta
Serie chimica leghe metalliche
Densità
Colore biondo lucente
Proprietà fisiche
Stato di aggregazione solido
Punto di fusione >300 °C
Punto di ebollizione
Resistenza a compressione (Kg/m²)

Con il termine di latta (e con il suo sinonimo regionale tolla) si indica un lamierino di ferro sulla cui superficie sia stato depositato un sottile strato di stagno. Il procedimento consente di ottenere contenitori nello stesso tempo con la robustezza del ferro e la resistenza alla corrosione dello stagno. Queste caratteristiche resero la latta un materiale molto utilizzato fino a tempi recenti per contenere e trasportare alimenti e per realizzare piccoli oggetti di uso quotidiano e giocattoli.

Se lo strato viene applicato mediante elettrolisi, il materiale prende il nome di banda stagnata.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La data di inizio della produzione di oggetti di latta è incerta, ma risale probabilmente all'inizio del XIV secolo[2] e già nel XVII secolo era comunemente impiegata in Boemia[3].

Attorno alla fine del XVIII secolo, l'inglese Bryan Donkin sperimentò l'impiego della latta per la realizzazione di scatole per la conservazione di alimenti[4] e nel 1810 Peter Durand, inventore inglese, registrò un brevetto per scatole di latta[5]; nello stesso periodo alcuni impresari inglesi introdussero la conservazione di cibi in scatola anche negli Stati Uniti: Thomas Kensett (nel 1812 a New York) e William Underwood (nel 1817 a Boston) avviarono le prime industrie di conserve alimentari, impiegando però scatolette di importazione britannica. Solo nel 1825 lo stesso Thomas Kenset registrò un brevetto per la produzione di scatole di latta negli Stati Uniti[6], ma le prime fabbriche di lamiera stagnata non furono aperte che nel 1870 a Cincinnati e Chicago[7].

In Italia, nonostante la produzione di alimenti conservati in scatole di latta avesse avuto inizio già nel 1856 ad opera di Francesco Cirio a Torino, la produzione locale di scatole di latta fu avviata solo nel 1890 da Luigi Origoni a Milano[8].

In origine la stagnatura del lamierino avveniva esclusivamente mediante immersione in un bagno di stagno fuso. Nel 1937 fu introdotto il procedimento elettrolitico che consentì di ridurre i tempi del processo di stagnatura e di dimezzare il materiale occorrente, ottenendo così una significativa riduzione dei costi. Nel 1951 fu introdotta una modifica del procedimento di stagnatura elettrolitica che consente di ottenere rivestimenti di differente spessore sulle due facce del lamierino, consentendo spessori maggiori sulla faccia interna alla scatoletta e destinata al contatto con agenti potenzialmente aggressivi contenuti nei cibi inscatolati e minori sulla faccia esterna meno soggetta a degrado[9].

Il successivo sviluppo tecnologico, che ha portato alla produzione a basso costo di lamiere in alluminio o di acciaio anche del tipo inossidabile, ha drasticamente ridimensionato l'impiego della latta nelle conserve alimentari, mentre per le altre applicazioni si è massicciamente fatto ricorso alla materie plastiche. Infatti, da un lato lo stagno è più costoso, dall'altro è meno adatto per alcuni usi alimentari. I progressi, però della metallurgia hanno riguardato anche la banda stagnata e si è avuta una inversione di tendenza con recupero di alcune posizioni, soprattutto nei confezionamenti dove è importante la perfetta saldatura. Per i giocattoli, tranne casi rarissimi, la sostituzione con plastica dei metalli è avvenuta non solo per ragioni di costo, ma anche di sicurezza.

Significato traslato[modifica | modifica sorgente]

Per traslato si è continuato a chiamare latta i prodotti che con la vecchia tecnologia vedevano l'utilizzo della latta: ad esempio il vecchio confezionamento del petrolio e dei suoi derivati, prima dell'affermarsi dei distributori a pompa.

Un uso caratteristico era quello delle conserve di pomodoro, per le quali si diffuse il diminutivo lattina. Quando si è affermato il confezionamento metallico delle bevande, il termine lattina è diventato quasi un suo sinonimo, anche se confezionato in alluminio oppure in acciaio.

L'ampio uso della latta per oggetti in genere di basso costo, ha spinto molti appassionati di modernariato a collezionarli, ad esempio i giocattoli d'epoca o le scatole per dolci.

Il termine regionale "tolla" è comunemente impiegato nell'idiomatismo faccia di tolla che, come l'analoga frase faccia di bronzo, indica una persona sfrontata e capace di compiere gesti deprecabili senza mostrare alcun rimorso, senza perciò modificare la propria espressione, proprio come se la sua faccia fosse di metallo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Le ricerche etimologiche del termine si fanno risalire a termini marinareschi con il significato di asse, traversa. [10]

Romanzi e film[modifica | modifica sorgente]

L'uso diffuso della latta nella produzione di giocattoli di una certa epoca ha suggerito il titolo di Il tamburo di latta che evoca direttamente il periodo in cui sono ambientati.

Uno dei protagonisti del Mago di Oz è l'uomo di latta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Metallo un ponte dalla preistoria (PDF), Arezzo Impianti e Servizi Alimentari. URL consultato il 12-12-2007.
  2. ^ Storia degli imballaggi in acciaio
  3. ^ Fausto Masi, Acciaio, Vallardi, Milano, 1956, p. 112.
  4. ^ Storia degli imballaggi in acciaio
  5. ^ Fausto Masi, Acciaio, Vallardi, Milano, 1956, pp. 112-113.
  6. ^ Fausto Masi, Acciaio, Vallardi, Milano, 1956, p. 113.
  7. ^ Storia degli imballaggi in acciaio
  8. ^ Storia degli imballaggi in acciaio
  9. ^ Fausto Masi, Acciaio, Vallardi, Milano, 1956, p. 113.
  10. ^ Dizionario etimologico

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