La marcia di Radetzky

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La marcia di Radetzky
Titolo originale Radetzkymarsch
Joseph Roth Radetzkymarsch 1932.jpg
Autore Joseph Roth
1ª ed. originale 1932
Genere romanzo
Sottogenere storico
Lingua originale tedesco
Ambientazione Impero austro-ungarico, seconda metà dell'Ottocento - inizi del Novecento

La marcia di Radetzky è un romanzo di Joseph Roth del 1932.

L'opera costituisce una sorta di preludio del successivo romanzo La cripta dei cappuccini. Tematica principale trattata è la decadenza e il disfacimento dell'Impero austro-ungarico nel corso degli anni che vanno dal 1860 al 1916, parallelamente alle vicende familiari della famiglia di recente aristocrazia dei von Trotta. Sullo sfondo campeggia l'intramontabile figura del vecchio imperatore Francesco Giuseppe, emblema da un lato di idealizzati tempi passati, dall'altro simbolo della senescenza e della decrepitezza di una realtà politica e di un sistema di valori (fondati sul Cristianesimo e sulla devozione verso famiglia regnante) ormai superati e sconfitti dal mondo moderno, contraddistinto da aspri nazionalismi, populismo e dall'ascesa del capitalismo.

Trama [modifica]

La vicenda ha inizio con Joseph, sergente dell'esercito austro-ungarico di origini slovene. Al comando del suo plotone partecipa alla battaglia di Solferino. Gli italiani sono in ritirata su tutto il fronte, ma continuano ad impegnare le truppe imperial-regie con le loro retroguardie. Il sergente scorge un gruppo di ufficiali dello stato maggiore, tra i quali riconosce la figura del giovane imperatore Francesco Giuseppe. Il gruppo avanza verso i soldati, senza rendersi conto di essere esposto al tiro della retroguardia italiana. Il sergente, resosi conto della gravità della situazione, si dirige in tutta fretta verso il gruppo e incurante di tutto protegge l'imperatore con il suo corpo, buttandolo a terra. In quel medesimo istante un colpo viene esploso verso di lui e lo colpisce alla spalla. L'imperatore, resosi conto di quanto avvenuto e grato verso il suo salvatore, dà disposizioni affinché il sergente Trotta venga curato. Così ha inizio il libro "La marcia di Radetzky": sembrerebbe una fiaba, un racconto dei tempi andati, nei quali la figura bonaria del re si mostrava ai suoi sudditi e li ripagava generosamente dei loro servigi. Joseph diventa "l'eroe di Solferino" e finisce sui libri di scuola. Ma la vicenda li' narrata è tutta diversa dalla realtà, molto retorica e reinventata di sana pianta. Quando Joseph per caso scopre di essere stato come manipolato inoltra istanze affinché la vicenda venga riscritta. Dopo un primo diniego chiede udienza nientemeno che all'imperatore. Trotta viene ricevuto a corte e per rabbonirlo viene insignito di un titolo nobiliare, divenendo Barone Joseph von Trotta di Sipolje.

La vicenda narrata nel libro e' pero' quella dei suoi discendenti, il figlio Franz e il nipote Carl Joseph, su entrambi i quali pesera' nel bene e nel male il gesto compiuto dall'eroe e mai dimenticato nemmeno dall'imperatore quasi sessanta anni dopo. Indirettamente Roth descrive attraverso dettagli apparentemente insignificanti il lento declino dell'impero Austroungarico sino allo scoppio della prima guerra mondiale.


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