Istoplasmosi

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Istoplasmosi
Histoplasmosis capsulatum.jpg
Histoplasma capsulatum
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 115
ICD-10 (EN) B39
Sinonimi
Morbo di Darling
Eponimi
Darling

L’ istoplasmosi è un'infezione causata da un fungo chiamato Histoplasma capsulatum.

Etiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'Histoplasma Capsulatum è un fungo comunemente presente nell'ambiente, si ritrova nel suolo sotto forma di filamento, mentre quando infetta l'uomo si comporta come un lievito. Nei terreni contaminati da escrementi di uccelli o roditori, il fungo si moltiplica rapidamente e l'infezione avviene in genere per inalazione della polvere infetta. L’Histoplasma fu scoperto nel 1905 da Darling, ma l’infezione è stata individuata soltanto nel 1930.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'infezione è comune nella zona centro-orientale degli Stati Uniti, ma anche in altre zone dei paesi tropicali e temperati. La varietà duboisii è presente in Africa centrale.

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

L'Histoplasma infetta i macrofagi e la patogenesi della malattia somiglia molto a quella della tubercolosi. Per questo motivo, fino al 1930 le due malattie venivano confuse. Nella maggior parte degli individui l'infezione decorre in maniera asintomatica.

Aspetti clinici[modifica | modifica wikitesto]

L'infezione polmonare acuta (istoplasmosi polmonare acuta) si manifesta come malattia febbrile con cefalea, tosse e dolore toracico, malessere, mialgie e calo ponderale. Il decorso è di circa una settimana, ma se la carica infettiva è notevole o se le difese immunitarie del paziente sono scarse (come ad esempio nel paziente affetto da AIDS), la malattia può anche risultare fatale.

L'infezione cronica (istoplasmosi polmonare cronica) colpisce i soggetti con lesioni polmonari di tipo enfisematoso. In questi casi la malattia assume l'aspetto di infiltrati localizzati soprattutto agli apici polmonari, che possono essere facilmente confusi con infiltrati tubercolari.

L'infezione sistemica (istoplasmosi disseminata) è una manifestazione rara, quasi sempre letale, che si verifica in genere solo nei pazienti immunodepressi. Assieme alla febbre, alla epatosplenomegalia e alla linfoadenopatia possono comparire anemia, leucopenia, polmonite interstiziale, meningite, encefalite e ulcere orofaringee.

Esami[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad un'accurata anamnesi, con particolare attenzione ai luoghi che ha visitato la persona, la sierologia fornisce una corretta diagnosi.

Terapie[modifica | modifica wikitesto]

la terapia consiste nella somministrazione di antifungini quali ketoconazolo e itraconazolo. L'Amfotericina B è riservata ai casi più gravi.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

La prognosi risulta infausta se il grado di inclusione del fungo dei macrofagi è molto alto, e se la risposta immunitaria del paziente è compromessa.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Claudio Genchi, Pozio Edoardo, Parassitologia generale e umana, 13ª edizione, Milano, Ambrosiana, 2004, ISBN 88-408-1269-5.

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