Isobaro

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L'etimologia del termine isobaro deriva dalle parole in greco antico: ισος (isos) e βαρος (baros), tradotte significano di "ugual peso".

In fisica nucleare, infatti, vengono definiti isobari i nuclidi che presentano, a differenza degli isotopi, lo stesso numero di massa (A) ma un diverso numero atomico (Z);[1] in pratica due nuclei atomici appartenenti a specie distinte ma costituiti dallo stesso numero di nucleoni e aventi quindi approssimativamente la stessa massa atomica. Essi potranno quindi avere proprietà fisiche abbastanza simili pur avendo un comportamento chimico a volte molto diverso. Gli isobari più leggeri sono il trizio (3H) e l'elio-3 (3He). Un altro esempio di nuclidi isobari è costituito dal 12C e dal 12B.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rolla, p. 36

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Rolla, Chimica e mineralogia. Per le Scuole superiori, 29ª ed., Dante Alighieri, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]