il Vernacoliere
| il Vernacoliere | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | livornese e italiano |
| Periodicità | mensile |
| Genere | Stampa satirica |
| Fondazione | 1982 |
| Formato | rivista |
| Sede | Livorno |
| Editore | Mario Cardinali Editore S.r.l. |
| Direttore | Mario Cardinali |
| ISSN | 1721-7741 |
| Sito web | http://www.vernacoliere.com/ |
Livornocronaca - il Vernacoliere, o più semplicemente il Vernacoliere, è - come esplicitato sotto la testata - un «mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano». È pubblicato a Livorno, ed è diretto da Mario Cardinali che lo ha fondato nel 1982.
Nonostante la rivista sia dichiaratamente satirica, spesso ospita articoli di critica ed analisi di interesse generale non satirici, come ad esempio l'editoriale del direttore Mario Cardinali o gli articoli di altri collaboratori, scritti prevalentemente in lingua italiana.
Indice |
[modifica] Storia
La rivista trae origini dal periodico locale di controinformazione libertaria Livornocronaca, settimanale dal 1961 al 1969, quindicinale fino al 1972 e infine mensile col sottotitolo "il Vernacoliere", divenuto poi semplicemente il Vernacoliere nel 1982, soprattutto ad opera del direttore Mario Cardinali e del disegnatore Max Greggio.
In questa nuova forma satirica, la rivista adotta il vernacolo livornese per alcuni articoli satirici e per la maggior parte delle vignette e delle storie a fumetti, e l'italiano per gli editoriali e alcuni articoli d'opinione. La diffusione, da regionale toscana, è divenuta successivamente interregionale e infine nazionale, anche se limitata a pochissime edicole per città.
Secondo quanto dichiarato nel sito della rivista «la tiratura media è di 42mila copie a numero, diffuse nelle edicole di tutta la Toscana» e in parte di molte regioni centro-settentrionali, con migliaia di abbonati in tutta Italia e all’estero. «La vendita delle copie è l’unica fonte di reddito del Vernacoliere, sul quale è praticamente assente la pubblicità per una precisa scelta editoriale». Il Vernacoliere si autodichiara «dito nell’occhio (e nel culo, dicono i benpensanti) dei potenti d’ogni scuderia e d’ogni cilindrata, il Vernacoliere adopera il linguaggio labronico enfatizzandone la tipica ironia popolaresca anche col frequente ricorso a termini d’ambito sessuo-anatomico cosiddetti triviali ma in realtà connaturati alla sboccata espressività dissacratoria della gente labronica, che a mandà ‘n culo anche ‘r re ci mette quanto a mandà ‘n culo anche ‘r papa».
Il Vernacoliere si dichiara «unico esempio di giornalismo satirico dialettale», e dichiara di trarre «la massima parte della sua radicata notorietà da notizie ferocemente paradossali ogni volta “inventate” dal suo direttore-editore Mario Cardinali ad originalissimo commento di quanto avviene nella realtà, nessun argomento escluso»; molte di queste notizie vengono scritte su locandine, esposte in bella vista nelle edicole toscane, ove sono ben note «per pubblica irriverenza di linguaggio e di contenuti, pagine a loro modo d’una storia d’Italia satiricamente nuova».
Nel 1995 al direttore del Vernacoliere è stato assegnato il "Premio internazionale di Satira politica di Forte dei Marmi". Molti fra gli articoli satirici e le locandine scritte da Mario Cardinali per il Vernacoliere sono stati pubblicati in cinque volumi: due da Ponte alle Grazie (Ambrogio ha trombato la contessa nel 1995 e Politicanti, politiconi e altrettante rotture di coglioni nel 1996), due dalle Edizioni Piemme (L'Italia del Vernacoliere. È tutta un'altra storia nel 2005 e I comandamenti del Vernacoliere. Trombare meno, trombare tutti nel 2006), e il più recente Quando a Rambo ni ciondolava l'uccello (Mario Cardinali Editore, novembre 2009). Al Vernacoliere sono anche state dedicate varie tesi di laurea in campo universitario, fra cui una discussa in Belgio.
Fra gli argomenti più ricorrenti nelle pagine del Vernacoliere: la topa, vera e propria "categoria kantiana" nell'universo filosofico del Vernacoliere e i pisani, visti come paradigma della stupidità umana, e questo non perché il pisano sia veramente stupido, ma perché il campanilismo livornese è legato contro i pisani alla classica polemica anticontadina, dove Pisa è vista come terra di soli Gósti, dove Gósto è il contadino, classico simbolo di ignoranza, taccagneria e dabbenaggine. Altri argomenti/tormentoni sono i politici, di ogni schieramento, in particolare quelli al governo (nazionale o locale), satireggiati in varie occasioni della loro attività; i "poveracci", intesi non solo come coloro che devono arrangiarsi a campare unicamente del proprio lavoro ma anche come tutti quei normali cittadini normalmente soggetti di doveri più che di diritti, quotidianamente alle prese con i problemi di lavoro, famiglia, salute, tasse, carovita, vecchiaia, ambiente e tanti altri tormenti d'ogni giorno; le guerre e i militari, satiricamente trattati in chiave libertaria, laica e pacifista; i papi e i preti, visti in chiave anticlericale.
[modifica] Le locandine
Le locandine del giornale in vernacolo livornese, irriverenti e sboccate, sono spesso costruite rovesciando la tradizionale tecnica di montare il commento satirico sul fatto, e inventando invece un fatto grottesco a satira della realtà. Sono diventate un vero e proprio fenomeno di costume e sono comunemente esposte in molte edicole delle città toscane (Pisa compresa) e di alcune grandi città italiane.
Esempi di locandine del Vernacoliere:
| « ANCHE I TORI SI FANNO LE SEGHE » |
(durante il periodo di mucca pazza)
| « BERLUSCONI APPARE A SE STESSO » |
(durante la campagna elettorale a proposito di Berlusconi)
| « OPERATO BERLUSCONI, N'HANNO LEVATO LA TOPA DALLA TESTA (MA NI CIANNO MESSO UN CULO) » |
(durante il periodo dello scandalo di Berlusconi a Villa Certosa)
[modifica] Processo alla topa
Nel gennaio 1984 il direttore del Vernacoliere venne denunciato per offesa al pudore, a seguito di un'irriverente locandina che, satireggiando sulla Socof (Sovrimposta Comunale sui Fabbricati, che poi sarebbe diventata l'Imposta Comunale sugli Immobili o ICI), annunciava la prossima istituzione di una surreale Sovrimposta Governativa sulla Topa (Sogot). Il tribunale mandò assolto Cardinali "perché il fatto non costituisce reato". Trionfante, il giornale satirico titolò nel febbraio 1984 La topa non è reato.
[modifica] Alcuni collaboratori
- Fabrizio Amore Bianco - fumettista (soggettista e disegnatore), si occupa prevalentemente di satira politica.
- Daniele Caluri - fumettista (soggettista e disegnatore), disegnatore delle copertine del Vernacoliere su testi di Mario Cardinali, creatore dei personaggi Fava di Lesso, Luana la bebisitter, Don Zauker e Nedo.
- Andrea Camerini - fumettista (soggettista e disegnatore), autore satirico e regista, creatore del personaggio de Il Troio.
- Franco Cappelletti detto Kappa - rubricista ("Le Kappate").
- Marco Citi - fumettista (soggettista e disegnatore), creatore dei personaggi Porchettaro Notturno, e della pagina satirica Mosche.
- Pardo Fornaciari - rubricista ("Cose di Pardo").
- Max Greggio - fumettista (soggettista e disegnatore).
- Emiliano Pagani - fumettista (soggettista e disegnatore), creatore dei personaggi della Famiglia Quagliotti, sceneggiatore di Don Zauker.
- Paolo Piazzesi - terribile sofistico.
- Federico Maria Sardelli - fumettista (soggettista e disegnatore), musicista e musicologo.
- Maria Turchetto - filosofa, direttrice de L'Ateo, autrice di recensioni e, saltuariamente, di vignette.
- Emiliano Gucci - scrittore e giornalista.
- Mauro Raiola & Luca Filipponi - vignettisti e non solo ...
Fra gli altri collaboratori, autori di vignette, fumetti e rubriche varie, che fanno o hanno fatto anch’essi la fama del mensile, si annoverano: Ettore Borzacchini (pseudonimo di Giorgio Marchetti), Guido Amato, Wanda Canfori, David Lubrano, Arrigo Melani, Andrea Simoncini, Valter Cardinali, Maurizio Fontanelli, Paolo Morelli, Gabriele Becchere, Valerio Fiorini (Varni), Emiliano Vizzi (Emizzi), Francesco Dotti, Francesco Celi, Gabriele Pulcini, Franco Cappelletti, Gianfranco Martuscelli, Mario D'Imporzano, Francesco Natali, Veronica Tinucci, Giulia Nocchi, Carlo Lapucci, Alberto Magnolfi, Luca & Renzo, Alessio Atrei, Antonio Intermite, Claudio Marmugi, Tommaso Eppesteingher, Simone Frosini (Simon), Fabio Nocchi, Paride Puglia, Alberto Pagliaro, Luca Ricciarelli, Fabio Pecorari, Marco Neri, Paola Tosti, Marco Tonus, Lorenzo Trevisani, Fabrizio Pani, Emanuele Quantestorie ed altri autori.