I morti

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I morti
Titolo originale The Dead
Autore James Joyce
1ª ed. originale 1914
Genere racconto
Lingua originale inglese
Serie Gente di Dublino
Preceduto da La grazia

I morti (The Dead) è il racconto finale della serie di novelle e racconti brevi di James Joyce Gente di Dublino

È il racconto più lungo della raccolta.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Kate Morkan
  • Julia Morkan
  • Mary Jane Morkan: nipote di Kate e Julia Morkan
  • Lily: figlia del portinaio
  • Gabriel Conroy
  • Gretta Conroy: moglie di Gabriel
  • Molly Ivors: collega di Gabriel, irlandese molto patriottica
  • Mr. Browne: ospite della festa
  • Freddy Malins: un alcolista amico di Gabriel
  • Bartell D'Arcy: un famoso tenore
  • Michael Furey

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo racconto Joyce ripercorre il culmine della crisi morale di Gabriel Conroy, insegnante e scrittore. Nella Dublino del primo Novecento nevica intensamente, come non accadeva da anni. Gabriel e la moglie partecipano al ballo annuale delle signorine Morkan: la cugina Mary Jane e le ospitali zie Julia e Kate.

Con loro vi sono molti altri ospiti e figure particolari che si muovono sulla scena della festa. Gabriel si imbatte così in diverse personalità: dal nazionalismo bigotto della signora Ivors ai contegni brilli e allegri di Mr Browne e Freddie Malins; ed è incaricato del gran discorso retorico ai commensali, in cui sottolinea il carattere ospitale del popolo irlandese e uno sguardo malinconico verso il passato. La serata è dominata dai canti e dal ballo finché a poco a poco gli ospiti tornano a casa.

Gabriel e la moglie vengono accompagnati da altre persone verso la carrozza che li porterà al loro albergo. Dopo l'euforia della festa si ritrovano così soli. Gabriel riscopre dentro di sé i momenti di gioia, intimità e tenerezza con la moglie nel corso di una vita dominata prevalentemente dalle sofferenze, e sente dentro di sé un forte bisogno sensuale di amarla.

Raggiunta la camera d'albergo spera che il suo desiderio venga contraccambiato, ma, proprio nel momento di più grande intimità, Gretta, la moglie, gli confessa il motivo della sua tristezza. Una canzone, durante la festa, gli aveva ricordato di un ragazzo conosciuto a Galway, prima di arrivare a Dublino, malato e così innamorato di lei da sfidare la sua stessa malattia, stando sotto la pioggia per incontrarla, proprio prima che lei partisse.

Il senso di rabbia che coglie Gabriel si tramuta presto in un senso di sconfitta e mestizia che gli rivela la caduta di ogni sua idealizzazione, il fallimento di se stesso e il senso di mediocrità che lo avvolge. Giunge allora alla consapevolezza che morire presto ma incalzati da una forte passione sia meglio che lasciarsi uccidere dal tempo e dalla vecchiaia. La sua anima si sente infatti già morire, mentre la neve scende stancamente su Dublino, ricoprendo i vivi e i morti, tra i quali, ormai, sembra esserci ben poca differenza.

Tuttavia l'ultimo racconto dei quindici totali di "Dubliners" sembra l'unico in cui la presa di coscienza da parte del protagonista fa sperare in quel cambiamento che nei racconti precedenti si presenta come vano proponimento.

L'atmosfera finale in cui i vivi e morti sembrano scambiarsi i ruoli, in cui il ricordo dell'amato sembra essere per Gretta più reale dell'evanescente figura di Gabriel, infatti, non allude all'ennesimo fallimento del protagonista di fronte alla prospettiva del cambiamento: l'immagine dei due coniugi alla finestra che osservano la nevicata è al contempo la presa di coscienza della propria morte interiore (per Gretta l'aver fatto del ricordo il centro della sua esistenza, per Gabriel l'aver creduto di vivere in una dimensione esistenziale solida e sicura ma in realtà profondamente fragile-si consideri il suo matrimonio) e, come allude Gabriel nel finale con l'espressione "go west", proposta di svolta radicale.

Questa può attuarsi nella morte fisica o nella fuga dalla realtà irlandese che, inattuata in tutti gli altri racconti, si impone ne "I morti" come soluzione definitiva e sintesi dell'intera raccolta di racconti.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

I morti fu riadattato in un film intitolato The Dead - Gente di Dublino da John Huston nel 1987 e in un musical nel 1999 da Christopher Walken con le musiche di Shaun Davey.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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