Henry Wright

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Henry Wright
Nazionalità Italia Italia
Stati Uniti Stati Uniti
Genere Musica leggera
Jazz
Periodo di attività 1952-1972
Etichetta Carisch, Galleria del Corso, Derby, CBS
Album pubblicati 2
Studio 2
« Abat-jour che diffondi la luce blu,/ di lassù tu sospiri, chissà perché »
(Henry Wright, Abat-jour)

Henry Wright (Newark, 22 maggio 1933) è un cantante e attore statunitense, che ha raggiunto la popolarità in Italia ed è ricordato per la sua versione di Abat-jour del 1962, utilizzata l'anno successivo da Vittorio De Sica per accompagnare il celebre strip-tease di Sophia Loren davanti a Marcello Mastroianni in Ieri, oggi, domani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferisce a New York nel 1950, per frequentare la facoltà di medicina; per mantenersi agli studi, di giorno lavora come fattorino e di notte canta in alcuni locali.

Viene notato da Lionel Hampton, e diventa cantante nella sua orchestra; nel 1954 effettua un tour in Europa, e giunto in Francia decide di lasciare l'orchestra di Hampton e di stabilirsi a Parigi, dove si ferma per due anni effettuando alcune incisioni e partecipando a varie trasmissioni televisive.

Nel 1956 si stabilisce in Italia; si esibisce nei night con un suo gruppo con, tra gli altri, Oscar Valdambrini alla tromba e Gianni Basso al sax; tra i tanti locali in cui suona, vi sono la "Taverna Messicana" di Milano e la "Bussola" di Viareggio.

Ottenuto un contratto discografico con la Carisch nel 1959, partecipa al "Festival di Milano" ed alla "Sei giorni della canzone".

Sophia Loren nella celebre scena dello strip-tease sulle note di Abat-jour di Henry Wright, in Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

Passato poi alla Galleria del Corso su invito del titolare Teddy Reno, raggiunge il successo con rifacimenti di vecchi brani come "Tu che m'hai preso il cuor", "Amapola", ed "Abat Jour" che, pur non raggiungendo mai la prima posizione, rimane per ben 28 settimane in hit parade, risultando alla fine dell'anno il 45 giri più venduto del 1962[1].

Cambia poi nuovamente casa discografica, e con la Derby partecipa a Un disco per l'estate 1964 con Dammi la tua mano, canzone scritta da Francesco Specchia e Gianfranco Intra.

Nel 1965 recita nel musicarello "Questi pazzi, pazzi italiani" di Tullio Piacentini.

Successivamente si stacca dalla musica leggera e si riavvicina al genere delle origini, il jazz, registrando tra l'altro un album accompagnato da Romano Mussolini al pianoforte e dall'orchestra di Giulio Libano, "Prisoner of amore", in cui rilegge alcuni standard della musica leggera (come "E se domani") con arrangiamenti jazzati.

Continua ancora l'attività per qualche anno, per poi ritirarsi.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1962

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Wright Henry, di Enzo Giannelli, pag. 1718