Halet Efendi

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L'ambasciatore ottomano Haler Efendi, in secondo piano con il turbante, nel dipinto The Coronation of Napoleon del1805, di Jacques-Louis David (particolare).

Mehmet Sait Halet Efendi (17611822) è stato un ambasciatore e politico ottomano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu ambasciatore a Parigi dal 1803 al 1806[1] e successivamente favorito e ministro degli interni del sultano Mahmud II.[2] Fu ambasciatore alla corte di Napoleone Bonaparte fino al 1806[3] e venne sostituito nel ruolo da Muhib Efendi, che fu ambasciatore dal 1806 al 1811.[4]

Nel 1819 Halet Efendi entrò nelle grazie del sultano Mahmud II per avergli fatto notare l'accrescimento del potere di Alì Pascià di Tepeleni in Albania e Grecia. Mahmud II inviò un esercito contro Ali Pascià e quest'ultimo rispose incoraggiando una ribellione contro il potere ottomano in Grecia. Questi eventi portarono ad una catastrofica insurrezione greca nel 1821. Halet Efendi fu quindi considerato in parte responsabile della ribellione, e strangolato e decapitato in Konya nel mese di novembre 1822.[1][5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Mongan, p.102-103
  2. ^ H.Tonnet
  3. ^ Karsh, p.14
  4. ^ Ottoman wars 1700-1870 by Virginia H. Aksan, p.228
  5. ^ Ottoman wars 1700-1870 by Virginia H. Aksan p.288

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Inari Karsh, Empires of the Sand: The Struggle for Mastery in the Middle East, 1789-1923 Harvard University Press, 2001 ISBN 0-674-00541-4
  • Agnès Mongan, Miriam Stewart, Fogg Art Museum David to Corot: French drawings in the Fogg Art Museum Harvard University Press, 1996 ISBN 0-674-19320-2
  • Henri Tonnet, « Constantinople dans quelques textes grecs de fiction aux XVIIIe et XIXe siècles  », Cahiers balkaniques, 36-37 | 2008, 321-328.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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