Giulio Cesare Carcano

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Giulio Cesare Carcano (Milano, 20 novembre 191014 settembre 2005) è stato un ingegnere italiano specializzato nel settore motociclistico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrato in Moto Guzzi nel 1936, dopo un primo periodo di apprendistato nella progettazione di moto militari, si mise in luce nelle competizioni con il modello "Condor" che, unitamente alle successive versioni "Dondolino" e "Gambalunga", fu protagonista di una impressionante serie di vittorie sui circuiti di tutto il modo.

È stato l'autore di diverse motociclette, dalla "Otto Cilindri" del 1955, una moto innovativa e troppo evoluta per l'epoca, al motore bicilindrico a V trasversale di 90°, montato per la prima volta sulla "V7 700"' nel 1965 e che, con la medesima architettura, è divenuto il simbolo stesso della casa di Mandello.

L'ingegner Carcano rimase sempre legato all'azienda di Mandello del Lario sino al 1965, proseguendo poi la sua attività nel campo delle imbarcazioni, applicando nel canottaggio agonistico una modifica usata oggi in tutto il mondo: sul 4- (quattro senza) la formazione classica prevede che i remi siano alternati (uno destro uno sinistro, uno destro uno sinistro); la sua innovazione consisteva nell'avere il primo e il quarto da un lato e i due centrali dall'altro; questa innovazione fece vincere alla Canottieri Moto Guzzi numerosi titoli e successivamente a tanti equipaggi di varie nazioni[1]. Questa fu un'idea di successo, dimostrata dal fatto che oggi molti equipaggi utilizzano questa innovazione.

Nel campo delle imbarcazioni a vela realizzò tra l'altro un 5,50 (5,50 non è la lunghezza ma il risultato di una divisione nella quale sono previsti vari parametri; è quindi un tipo di barca che lascia ampi spazi alla creatività del disegnatore). Timonando in persona il "Volpina", giunse terzo ai campionati mondiali.

A conferma della sua poliedricità e genialità utilizzò la galleria del vento della Guzzi per disegnare l'aerodinamica del bob a 2 dell'Aeronautica che vinse le Olimpiadi di Cortina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia del canottaggio

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]