Giovanni Battista Meneghini

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Giovanni Battista Meneghini (Verona, 11 gennaio 1896Desenzano del Garda, 21 gennaio 1981) è stato un imprenditore italiano. Più che per essere un industriale di laterizi veneto è noto per essere stato il marito del soprano Maria Callas. Affarista acuto e intelligente, fu di supporto alla moglie nei suoi primi anni di carriera artistica alla quale contribuì probabilmente in maniera determinante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Imprenditore capace e fortunato, a cinquant'anni, ricchissimo, conduceva la vita dello scapolo, abitando in albergo a Verona e frequentando un ambiente brillante. Incontrò Maria Callas quando questa era ancora agli inizi della sua eccezionale carriera, addirittura il secondo giorno in cui lei era arrivata a Verona in quanto scritturata nella Gioconda di Amilcare Ponchielli all'Arena di Verona (estate 1947). Meneghini ne rimase molto colpito e le propose il famoso "patto dei sei mesi": per quel tempo l'avrebbe mantenuta di tutto punto e aiutata nella carriera.

Se si pensa che la giovane Callas del 1947 non aveva ricevuto altre scritture, dopo quella all'Arena, e che quindi, assolutamente priva di mezzi com'era, avrebbe dovuto tornare in America, dove il padre, che non credeva nel suo talento, l'avrebbe instradata a un lavoro da segretaria, si può dire che l'iniziativa di Meneghini abbia contribuito in maniera sostanziale alla carriera della cantante.

Sebbene Meneghini avesse ventisette anni più della Callas, ella, forse anche perché riconoscente all'unica persona che si occupava di lei e che l'aveva in pratica tolta dalle strettezze quando ancora lei non era nessuno, se ne innamorò subito: non si contano i biglietti e le lettere che gli scrisse per significare il suo amore. Così i due non si lasciarono più e Maria, quando divenne una cantante famosa, insisté per sposarsi con lui. Il matrimonio fu celebrato nel 1949, a dispetto di tutta la famiglia Meneghini che sempre odiò la grande cantante. È noto che, con il pretesto della religione ortodossa della sposa, Meneghini e la Callas furono costretti a sposarsi nella sagrestia di una chiesa con la presenza dei soli testimoni. A questo punto, con Maria considerata ormai una delle più grandi cantanti del mondo, Meneghini lasciò l'attività di famiglia ad alcuni suoi parenti e divenne l'agente della sua moglie che seguì per tutto il mondo là dove la portava la sua carriera. Il matrimonio andò avanti per circa dieci anni, fino a quando la Callas non si innamorò dell'armatore greco Aristotele Onassis nel 1959. Dopo la separazione, da lui vissuta con grande sconforto, non tornò agli affari di famiglia rimanendo nella villa di Sirmione dove, da sposato, passava i pochi periodi di tranquillità negli intervalli tra un lavoro e l'altro della moglie.

Rivide la Callas solo in poche occasioni, legate alla divisione dei beni e al divorzio. Il destino volle che, ottantaduenne, diventasse l'erede della moglie, repentinamente scomparsa a soli cinquantatré anni. Gli rimase accanto la fedele governante personale Emma Brutti, poi erede dei beni del Meneghini quando Giovanni Battista morì d'infarto nel 1981[1]. Alla morte di Emma, erede finale fu il suo nipote.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La bibliografia su Maria Callas è molto copiosa e di conseguenza, inevitabilmente se pur indirettamente, anche quella su Meneghini. Di seguito si citano le opere in cui la figura del marito della cantante è maggiormente posta in risalto:

  • Arianna Stassinopoulos Maria Callas al di là della leggenda Milano 1982
  • Renzo Allegri Callas Milano 1991
  • Giovan Battista Meneghini Maria Callas mia moglie Milano 1981

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Notizia della morte nel New York Times
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