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Il duca Giovanni Battista Borea d'Olmo, soprannominato Düca Bacicìn (Genova, 11 ottobre 1831 – Sanremo, 19 ottobre 1936), è stato un politico e nobile italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nelle XXVI, XXVII e XXVIII legislatura. È il deputato più longevo del Parlamento italiano, morì infatti qualche giorno dopo aver compiuto 105 anni.
Nato a Genova nel 1831 dal marchese Michele Borea d'Olmo e dalla marchesa Anna Carrega, quindi discendente da due antiche casate liguri, già da bambino entrò nell'ambiente di casa Savoia e divenne paggio d’onore di re Carlo Alberto.
Nel 1849, a soli 18 anni, si laureò in giurisprudenza all'Università di Genova; poco dopo si trasferì a Torino, allora capitale sabauda e divenne segretario particolare di Cavour. Alla corte sabauda divenne anche maestro delle cerimonie e sotto re Vittorio Emanuele II divenne Prefetto di Palazzo.
Nel 1848 divenne anche socio di quella destinata a diventare nel 1867 la Società Geografica Italiana.
Sotto Umberto I nel 1892 ottenne il titolo onorario di inviato straordinario e ministro plenipotenziario in seguito a collocamento a riposo, poi nel 1922 venne nominato da Vittorio Emanuele III senatore del regno per i suoi servigi a casa Savoia.
Trascorse parte della sua vita anche a Sanremo e nel 1931, in occasione del centesimo compleanno, ricevette un albo d'onore con gli auguri di tutti i capifamiglia sanremesi, tra cui il poeta e critico letterario Francesco Pastonchi.
Morì a Sanremo a Villa Borea il 19 ottobre 1936 a 105 anni e 8 giorni e il 15 dicembre dello stesso anno venne ricordato con un discorso dal presidente del Senato del Regno Luigi Federzoni e dal ministro delle finanze Thaon di Revel con queste parole:
| « Assiduo fu in quest’Aula, fin quasi agli ultimi anni della sua quasi leggendaria lunghissima vita di patriarca, il nostro amato collega Giovanni Battista Borea d'Olmo. Rammento quel giorno del 1931, quando egli riapparve qua, festeggiato da tutti con cordiale reverenza, poco dopo il compimento del suo centesimo anno di età. Era, al solito, lieto e vivace e mosse svelto al suo posto sorridendo. Io credetti mio dovere rivolgere al caro vegliardo un saluto e un augurio a nome dell'Assemblea; ed ecco che egli, fra la sorpresa e il compiacimento di questa, chiese di parlare; e parlò, per ringraziare, con un'improvvisazione così appropriata e garbata, che riempì ciascuno di noi di meraviglia e forse anche di invidia. Aveva cominciato la sua carriera come paggio di Carlo Alberto; aveva giurato nelle mani del conte di Cavour ministro degli affari esteri, entrando nel personale diplomatico del Regno di Sardegna. Rammento il suo profilo caratteristico fra quelli dei dignitari di Corte raffigurati da Cesare Maccari nell'affresco dei funerali di Vittorio Emanuele II su una parete del Palazzo civico di Siena. Ed è morto prefetto di Palazzo del nostro Augusto Sovrano. Egli ha servito dunque quattro Re, e tutti con devoto, fedele, intelligente attaccamento. Il duca Borea d'Olmo impersonava per noi la testimonianza di un secolo di storia, di grande e gloriosa storia, che egli aveva vista da vicino e sentita generosamente da genuino signore piemontese, da ottimo cittadino italiano. La sua presenza fra noi ci era talmente cara, e ci pareva tanto che non dovesse mancarci mai, che ci abitueremo con fatica e con tristezza a rinunziarvi. » |
Inoltre, a partire dal 1885, fu anche delegato ministeriale della Croce Rossa Italiana.
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