Giò Leonardo Di Bona

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La rappresentazione vivente della sfida scacchistica alla Corte di Spagna
Luigi Mussini - "Sfida scacchistica alla corte del Re di Spagna" (1883)

Giovanni Leonardo Di Bona, noto anche con il nome di Leonardo da Cutro, detto "il Puttino" (Cutro, 1542Bisignano, 1597), è stato uno scacchista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Leonardo studiava legge a Roma quando fu sconfitto dal sacerdore spagnolo Ruy López.

Si trasferì a Napoli, dove risiedette per un paio d'anni, ospite di uno zio con cui giocava molto. A Napoli ebbe modo di misurarsi con Paolo Boi.

Tornato a Cutro liberò suo fratello, rapito dai saraceni, sconfiggendo il capo dei pirati e vincendogli anche 200 ducati.

Insieme al suo servitore Giulio Polerio intraprese poi il viaggio per Madrid per sfidare il sacerdote spagnolo Ruy López. Fece tappa a Genova, dove fu ospite in una casa privata e si fidanzò con la figlia del proprietario. Lasciò a Genova Polerio mentre lui continuò il viaggio. Sostò a Marsiglia e a Barcellona, dove conobbe Tommaso Caputo, detto Rosces, con cui continuò il viaggio a cui si unì un altro scacchista: Giovanni Rodriguez. Strada facendo i tre amici fecero una burla a un locandiere chiamato el Muchacho: Leonardo, fingendosi un dilettante, gli vinse 700 scudi, somma che gli restituirono al ritorno.

Nell'estate del 1575, arrivati a destinazione a termine di un estenuante viaggio in carro, Leonardo frequentò il locale dove era solito giocare Ruy López e vi giocò a 50 scudi a partita.

Venuto a sapere degli incontri e che un giovane cutrese teneva testa a Ruy López, il re di Spagna, Filippo II, volle che i due si sfidassero a corte in sua presenza sulla distanza di tre vittorie. Leonardo sconfisse il confessore del re, monsignor López, per 3 a 2 e Filippo II lo riempì di doni.

Appresa la notizia della morte della fidanzata, partì per il Portogallo dove sconfisse il Moro, campione di corte di re Sebastiano, che lo soprannominò Il cavaliere erante.

Morì alla corte del principe di Bisignano avvelenato per invidia.

Leonardo e Cutro, città degli scacchi[modifica | modifica wikitesto]

Al posto di un grosso premio in denaro Leonardo chiese che il suo paese, Cutro, fosse proclamato "Città" e i suoi abitanti esentati dal pagamento delle tasse per un periodo di vent'anni.

L'impresa scacchistica è immortalata da un dipinto del pittore toscano Luigi Mussini, dal titolo "Sfida scacchistica alla Corte di Spagna", custodito dal Monte dei Paschi di Siena.

La vittoria del Puttino - perpetrata ai danni di monsignor Ruy López, vescovo di Segura - è ricordata, ogni anno, la sera del 12 agosto, nella piazza centrale di Cutro, dove è stata costruita una scacchiera pavimentale gigante in onore dell'illustre concittadino, attraverso una partita a scacchi viventi, con centinaia di figuranti.

Per queste ragioni, Cutro ha ricevuto il titolo di "Città degli Scacchi". Nel mese di aprile di ogni anno ospita un rinomato torneo internazionale, al quale partecipano talenti scacchistici di tutto il mondo.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]