Gaspar de la Cerda Sandoval Silva y Mendoza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gaspar de la Cerda Sandoval Silva y Mendoza

Gaspar de la Cerda Sandoval Silva y Mendoza, ottavo conte di Galve (Madrid, 11 gennaio 1653El Puerto de Santa María, 12 marzo 1697), fu viceré della Nuova Spagna dal 20 novembre 1688 al 26 febbraio 1696.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cerda Sandoval Silva aveva solo 35 anni quando fu nominato viceré della Nuova Spagna, nel maggio del 1688. Giunse a Veracruz alla metà di ottobre. Sulla strada per Città del Messico incontrò il predecessore, Melchor Portocarrero, l'8 novembre 1688. Giunse a Chapultepec l'11 novembre e giurò davanti alla Audiencia il 20 novembre 1688. L'entrata solenne a Città del Messico è datata 4 dicembre 1688, ma ufficialmente il suo governò iniziò prima, durante l'atto della vestizione.

Poco dopo l'arrivo ricevette un messaggio dal governatore di Santa Fe de Nuevo México, secondo il quale tre francesi provenienti dall'insediamento francese del Seno Mexicano (Texas) erano arrivati in Nuovo Messico. Il viceré ordinò al governatore di Coahuila di prendere un distaccamento di soldati, un geografo ed un interprete, e marciare sulla costa per contrastare i francesi. Dopo molti giorni di marcia nel deserto il governatore giunse nella baia di San Bernardo, dove trovò i francesi che stavano costruendo un forte. Cinque spagnoli furono catturati, due dei quali riuscirono a fuggire. Da questi evasi il governatore seppe che i francesi avevano intenzione di colonizzare la regione.

Sempre nel 1689 il viceré raccolse fondi dall'arcivescovo e dai vescovi della colonia per inviare una flotta del porto di Acapulco alla ricerca dei pirati che infestavano l'oceano. Combatté anche gli invasori della costa del Golfo, a Tabasco ed a Campeche. Si trattava di un piccolo numero di inglesi sotto il cui comando militavano Maya, ben pagati in denaro e aguardiente, affinché asportassero il legname pregiato della regione.

Vi furono forti piogge nel 1689, e Cerda Sandoval fu diligente nel mantenere eseguiti i lavori di drenaggio dei corsi d'acqua.

Eseguendo un ordine reale dell'aprile del 1691, il viceré Cerda Sandoval istituì scuole per insegnare lo spagnolo ai nativi, con buon successo. Nei grandi centri abitati furono create scuole maschili e femminili, mentre nei piccoli paesi la scuola era unica.

Durante il suo governo il viceré dovette affrontare le ribellioni dei Tarahumara della Nueva Vizcaya e degli indiani del Texas. Questi ultimi erano solitamente amichevoli, ed avevano dichiarato l'intento di sottomettersi agli spagnoli convertendosi al Cristianesimo. Il governatore di Coahuila creò un presidio tra loro, ed anche una missione. I maltrattamenti ricevuti dai soldati spagnoli e dai coloni spagnoli e mestizo li convinsero però a ribellarsi. Soldati e missionari furono obbligati ad abbandonare le loro posizioni. Il governatore di Coahuila y Texas riuscì sedare la rivolta senza spargimenti di sangue.

Nel 1692 ci fu una grande siccità che portò alla scarsità di cibo. I nativi attribuirono la colpa all'apparizione di una cometa. Non si trovava più mais nella capitale, e la gente era molto affamata. L'8 giugno 1692 una folla si riunì sotto al palazzo del viceré. Lanciarono pietre ed incendiarono gli archivi. Carlos de Sigüenza y Góngora riuscì a salvare molti documenti, a rischio della propria vita. Anche alcune case e negozi vicini furono incendiati.

Il viceré dovette rifugiarsi presso il convento di San Francisco el Grande, e persone fidate gli presentarono l'elenco dei nomi dei riottosi. Il viceré ne ordinò l'arresto e l'impiccagione senza processo. In cinque, tutti spagnoli, furono impiccati.

Nel 1693 Carlos de Sigüenza y Góngora pubblicò il El Mercurio Volante, primo giornale della Nuova Spagna.

Nel 1695, con l'aiuto degli inglesi, il viceré attaccò i francesi che si erano insediati su Hispaniola. Furono annientati, e 81 cannoni catturati. Nello stesso anno Cerda Sandoval fondò il presidio di Panzacola, Texas.

Sempre nel 1695, durante un'epidemia, Sor Juana Inés de la Cruz, grande poeta messicano, morì a Città del Messico.

Nel settembre del 1695 Cerda Sandoval chiese di poter tornare in Spagna. Tentò di lasciare il governo della colonia a Manuel Fernández de Santa Cruz, vescovo di Puebla, il 21 gennaio 1696. Il vescovo non accettò, parlando della sua salute e delle sue responsabilità ecclesiastiche. Poco dopo l'incarico fu accettato da Juan Ortega y Montañés, vescovo di Michoacán.

Cerda Sandoval tornò in Spagna dove morì il 12 marzo 1697, a El Puerto de Santa María.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuel García Puron, México y sus gobernantes, v. 1, Città del Messico, Joaquín Porrua, 1984.
  • Fernando Orozco Linares, Fechas Históricas de México, Città del Messico, Panorama Editorial, 1988, ISBN 968-38-0046-7.
  • Fernando Orozco Linares, Gobernantes de México, Città del Messico, Panorama Editorial, 1985, ISBN 968-38-0260-5.
  • Leonor Taiano Campoverde, "Críticas, acusaciones, encomios y justificaciones: escritos en contra y a favor del Conde de Galve". Virreinatos, Città del Messico, Grupo Editorial Destiempos, 2013, pp. 600-633.
  • María Pilar Gutiérrez Lorenzo, "De la Corte de Castilla al virreinato de México: el conde de Galve (1653-1697)". Madrid: Excelentísima Diputación Provincial, 1993.
Predecessore Viceré della Nuova Spagna Successore
Melchor Portocarrero 1688-1696 Juan Ortega y Montañés