Gaetano Martoriello

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Gaetano Martoriello - Paesaggio con figure – olio su tela (60 cm X 120 cm)

Gaetano Martoriello (Napoli, 1673Napoli, 1723) è stato un pittore italiano del periodo rococò.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Giacomo del Pò fu messo a bottega dallo stesso maestro da Nicola Massaro. Fu particolarmente attivo nella città di Napoli. Dipinse molte vedute marine e paesaggi. Lo stesso Luigi Lanzi lo definì:

« paesista franco e bizzarro »
(Luigi Lanzi, Storia pittorica dell'Italia dal risorgimento delle belle arti in fino al secolo XVIII, Vol. 1, p. 305)

Mentre Bernardo De Dominici nelle sue Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani parla più del suo carattere burlesco e del vizio del gioco:

« che quasi sempre lo facevan dipingere al bisogno di sovvenir la famiglia... »
(Bernardo De Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, p. 556)

Ma sempre lo stesso biografo parla del suo carattere invidioso e avido, di varie polemiche che lo videro protagonista, come ad esempio con il suo maestro Giacomo del Pò che aveva preferito raccomandare, per una decorazione, il suo condiscepolo Bernardo De Dominici. Ma lo stesso biografo non smette di elogiare i "Belli sassi e'l vago colore del Martoriello" (p. 557).

Vedendo la vita sconclusionata del Martoriello e la sua poca condotta nello studio "la perfezione di ciocché gli mancava, ma vedendo che colui volea far a suo modo" (p. 619), Francesco Solimena, presso il quale il pittore lavorò, ebbe a dire di lui:

« che molto conto dovea rendere a Dio di non aver coltivato il gran talento che gli avea dato »

Tutti i critici sono concordi sulla data di morte del Martoriello cioè nel 1723 all'età di cinquant'anni, Filippo de Boni nella sua Biografia degli artisti, indica anche il motivo della morte: "abusò de' gelati che gli cagionarono una dissenteria, per la quale dovette soccombere".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

I suoi paesaggi e le marine furono acquistati da nobili partenopei per decorare le stanze dei palazzi. In primis gli stessi Borbone vollero due sue marine per Palazzo Reale. Altre sue opere si trovano in collezioni private e di difficile individuazione, poche nei musei ma alcuni suoi paesaggi sono al Museo nazionale d'arte antica e moderna della Basilicata di Matera e al Museo Nazionale di San Martino di Napoli. All'Accademia Carrara di Bergamo si trova una sua tela con rappresentato l'Esodo degli Ebrei dall'Egitto.


Fra i suoi allievi Michele Pagano seguì la sua strada divenendo un paesaggista e pittore di marine. Sia Pagano che Martoriello sentirono forte l'influsso di Salvator Rosa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Spinosa, Pittura napoletana del Settecento: dal Barocco al Rococò, Electa, 1993
  • Luigi Salerno, I pittori di vedute in Italia (1580-1830), U. Bozzi, 1991
  • Giovanni Romano, Pittura italiana del '600 e '700: catalogo, Editore G. Mondadori, 1990