Michele Pagano

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Michele Pagano (Napoli, 16971732) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Michele Pagano, allievo del Martoriello, nacque a Napoli nel 1697 (doc. fino al 1750). Rientrante nella corrente del paesaggismo romantico inaugurato dal Rosa. Partito da un proficuo contatto con il maestro, si cimentò, all’inizio del Settecento, in raffinate vedute con marine, ispirate al litorale mediterraneo, ed in lussureggianti paesaggi con santi in solitario pentimento, scene pastorali e con piccoli viandanti. Nei suoi dipinti ricorrono gli “ingredienti” tipici del paesaggio tradizionale, nuovamente esaltati da un’atmosfera più chiara ed ariosa, contraddistinta da una pausata articolazione di essi. Il Pagano, infatti, predilige un’impaginazione compositiva squisitamente scenografica, dove grandi e nodosi alberi secolari fungono da quinte laterali ad un gustoso teatro naturale, permeato da una soffusa atmosfera malinconica. Il De Dominici, che conobbe personalmente il pittore, nelle sue Vite riporta numerose notizie e aneddoti sull'artista, dal carattere fortemente colorito e, alle volte, non del tutto esatti, come quando dice della sua prematura scomparsa nel 1732, contraddetta dalla presenza, in collezioni italiane e straniere, di dipinti firmati e datati 1742, 1743 e 1750. Il biografo scrive che il Pagano gli era stato raccomandato dalla duchessa di Laurenzana, Aurora Sanseverino, al tempo in cui il De Dominici dimorava in casa di questa grande appassionata di pittura, e che lui stesso aveva deciso di far esercitare il talentuoso paesaggista "sui bei Paesi del Beich che fresco aveva comperato l'Abate Nicolò Giovo" , anche lui facente parte dell’entourage di questa Dama. Lo storiografo settecentesco, egli stesso pittore, ricorda, infine, di aver insegnato personalmente al Pagano "i precetti prospettici, e del punto orizzontale dell'occhio: come ancora delle ore del giorno, nelle quali devono dipingersi i paesi, e gli accidenti che portano seco" .